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Fotovoltaico: a conti fatti si può risparmiare

 |  Redazione Sconfini

Un impianto fotovoltaico trasforma direttamente l’energia solare in energia elettrica, sfruttando la capacità di alcuni materiali semiconduttori opportunamente trattati di generare elettricità se esposti alla radiazione luminosa. È composto essenzialmente da moduli o pannelli fotovoltaici, inverter, quadri elettrici e cavi di collegamento. I moduli sono costituiti da celle in materiale semiconduttore, il più utilizzato dei quali è il silicio cristallino, e rappresentano la parte attiva del sistema; l’inverter trasforma la corrente continua generata dai moduli in corrente alternata.

 

“I moduli fotovoltaici – spiega Giorgio Zuppello, tecnico dello Sportello Energia della Provincia di Udine – possono essere collocati su qualsiasi pertinenza di un immobile (tetto, facciata, terrazza) o sul terreno. L’installazione viene decisa in base all’esistenza sul sito di due requisiti: dispaltonibilità di spazio necessario per installare i moduli e corretta esposizione ed inclinazione della superficie dei moduli. In Italia, le condizioni ottimali sono: esposizione SUD (accettabile anche SUD-EST, SUD-OVEST, con ridotta perdita di produzione); inclinazione dei moduli compresa fra 25%, alle latitudini più meridionali, e 35%, alle latitudini più settentrionali; assenza di ostacoli in grado di creare ombreggiamento”.

 

La produzione elettrica annua di un impianto fotovoltaico dipende da diversi fattori: radiazione solare incidente sul sito d’installazione, orientamento ed inclinazione della superficie dei moduli, assenza o presenza di ombreggiamenti, prestazioni tecniche dei componenti dell’impianto. In Italia, prendendo come riferimento un impianto da 1 kW di potenza nominale (KWp), con orientamento ed inclinazione ottimali ed assenza di ombreggiamento, non dotato di dispositivo di “inseguimento” del Sole, è possibile stimare 1.100 kWh di producibilità annua massima nelle regioni settentrionali, 1.400 kWh nelle regioni centrali, 1.600 kWh nelle regioni meridionali.

 

Gli impianti fotovoltaici non richiedono praticamente alcun combustibile e offrono il vantaggio di essere costruiti “su misura”. Il costo degli impianti per uso familiare (che può andare, in base alla potenza di picco da installare, dai 6.000 euro per 1 KWp ai 24.000 euro per 3 kWp) può essere recuperato grazie alla lunga durata degli stessi.

 

La manutenzione di un impianto fotovoltaico è riconducibile a quella di un impianto elettrico. È consigliabile effettuare annualmente un’ispezione visiva, per verificare l’integrità del vetro che incapsula le celle fotovoltaiche costituenti il modulo, e un controllo della parte elettrica.

 

Che differenza c’è tra un impianto fotovoltaico ed un impianto solare termico? “Entrambe le tipologie di impianto – risponde Zuppello – utilizzano il Sole come fonte energetica, catturandone la radiazione attraverso superfici captanti. Però, mentre i moduli fotovoltaici trasformano direttamente la radiazione solare in energia elettrica, i pannelli solari termici utilizzano l’energia del Sole per riscaldare l’acqua da utilizzare per uso igienico sanitario o per il riscaldamento degli ambienti”.

 

È conveniente installare un impianto fotovoltaico? “Non si può dare – sottolinea il tecnico – una risposta a priori. Ognuno, prima di decidere, dovrebbe fare i calcoli opportuni e confrontarsi con chi un impianto del genere lo ha già. A conti fatti e nelle migliori ipotesi di funzionamento, un impianto fotovoltaico ad uso familiare viene ammortizzato in 12-15 anni”.

Angelica Pellarini

 

 

In collaborazione con Help!

 

 


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