L’eremo nella roccia
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Abbarbicata su un dirupo a strapiombo sulle placide distese azzurre del golfo di Cherso si leva solitaria Lubenice, come una statua scolpita nella nuda roccia.
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- Fondata - si dice - 4.000 anni fa, divenne in seguito roccaforte difensiva romana volta a contrastare le scorribande dei pirati dal mare, e fu ribattezzata "Hibernicius" ("gelida", "invernale"), probabilmente in ossequio al freddo alito di Bora che la sferza senza posa.

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Parlando di questo luogo così singolare molti narreranno del passato, pochi avran l'ardire di raccontarne il presente, e difficilmente qualcuno avrà parole da spendere sul suo domani.
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Questo borgo costellato di chiesette e piccoli santuari di pietra - di cui il più antico risalente al Qyattrocento - pare avulso dal tempo e dallo spazio, ed è fin strano pensare che le carte geografiche ne rechino vestigia.

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Ma proprio qui, tra le poche case ancora abitate, trai dedali scoscesi della cittadella romana, ecco che insperato ristoro e calore attende il logoro viandante.
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In quest'eremo antico si può finalmente riscoprire il valore del silenzio e scrollarsi di dosso il giogo della fretta.
Ogni angolo di questa dimora è stato amorevolmente decorato con elementi di antiquariato originale che ci traghettano in un'atmosfera inebriante di arcane suggestioni. -
Qui anni-luce sembrano dividerci dal caos delle città contemporanee.
Queste sono strade che non conoscono l'orologio, segnate solo dal levar e tramontar dei soli.
- Alessandro Alessio
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