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Polizze: oltre al danno… la beffa

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La garanzia di base della Polizza Globale Fabbricati è sufficiente per tutti gli inconvenienti che possono occorrere ad uno stabile?

Forse rappresenta una piccola certezza per dormire sonni tranquilli, ma sono molti, anzi moltissimi, i diffusi problemi che possono verificarsi nel vostro condominio e che non sono coperti dalla garanzia di base, che copre soltanto i danni provocati da incendio, scoppio e fulmini.

 

Questa garanzia di base prevede la ricostruzione a nuovo dell’edificio, per l’appunto in caso di incendio, scoppio e fulmini. Attenzione, però, perché c’è un modo per calcolare il valore che l’assicurazione esborserà effettivamente, e non è detto che, nella realtà dei fatti, esso corrisponda all’importo reale di mercato. Il calcolo si basa sulla cubatura (1 metro cubo = 1 metro x 1 metro x 1 metro) dell’edificio moltiplicata per il prezzo medio di mercato per la ricostruzione di un metro cubo. Per intenderci, in queste settimane il valore si aggira attorno ai 300/320 euro circa. Se però la polizza è vecchia e non è stata nel corso del tempo aggiornata in base agli aumenti fisiologici dei costi di ricostruzione, si corre il rischio di imbattersi nella cosiddetta clausola di proporzionalità. Essa prevede che, qualora il premio assicurativo corrisponda, tanto per fare un esempio, al 75% del premio sufficiente a coprire gli aumenti dei costi di ricostruzione, l’importo che sarà sborsato dall’assicurazione sia il 75% del costo complessivo di ricostruzione. Il restante 25% sarà invece a carico dei condomini. Risulta pertanto importantissimo tenere aggiornato sui reali valori di mercato il premio assicurativo annuale, pena sgradite sorprese che si aggiungono allo shock successivo a un incendio, allo scoppio o a un fulmine.

 

“La protezione della casa – spiega Daniele Dolce, titolare dello Studio di Amministrazione Stabili Samaritan – non è garantita solo da questa Polizza Globale Fabbricati. È invece auspicabile fondare i propri sonni tranquilli su altre coperture assicurative, in grado di proteggere da eventi ben più frequenti, anche se solitamente meno distruttivi di incendi, scoppio e fulmini. Tra queste garanzie vanno ricordate quelle sui danni da fenomeni elettrici (guasti ad impianti elettrici comuni dovuti ad eventi accidentali) e da eventi atmosferici (diversi dai fulmini, come tempeste, trombe d’aria o violente grandinate). Tra le più diffuse garanzie supplementari, vanno menzionate e consigliate la cosiddetta garanzia “Ricerca e ripristino”, che copre i danni derivati da rotture di tubazioni d’acqua comuni, e la garanzia “Danni da acqua condotta”.

 

Attenzione anche in questo caso, però, perché pure queste garanzie supplementari subiscono la regola della proporzionalità ed è quindi fondamentale tenere sempre aggiornato il valore del fabbricato per quanto concerne la ricostruzione a nuovo. “Fatta eccezione per l’assicurazione incendio – chiarisce il nostro esperto Daniele Dolce – tutte queste garanzie hanno delle franchigie fisse e risarcimenti massimi per ogni anno assicurativo. Per questo, quando si deve scegliere la compagnia assicurativa che dovrà tutelarci nella ricostruzione e nel ripristino della funzionalità dell’edificio, non bisogna scegliere unicamente sulla base del premio, dal momento che è chiaro che un premio basso corrisponde probabilmente ad una franchigia più bassa e ad un risarcimento massimo nel corso dell’anno assicurativo che potrebbe anche non coprire tutti gli eventuali danni”.

 

Per capire meglio il problema facciamo un esempio pratico portato all’estremo, con cifre che ci auguriamo mai possiate incontrare. Scegliendo un’assicurazione che ti offre un impossibile premio, perché troppo basso, di 50 euro, ci si potrebbe rendere conto troppo tardi che la franchigia (cioè la cifra di base comunque da pagare per il lavoro di riparazione) applicata nel momento in cui bisogna intervenire sia di 2.000 euro. Chiaramente, su un ipotetico danno per 5.000 euro dovuto ad un tubo dell’acqua che si è rotto, il condominio si troverebbe a pagare il 40% della spesa, in barba alle presunte garanzie assicurative. La beffa, poi, potrebbe rivelarsi anche il risarcimento annuo massimo previsto nel contratto che, nell’ipotesi inverosimile che stiamo prendendo in considerazione, potrebbe essere di 4.000 euro. In pratica, il condominio dovrebbe accollarsi anche i mille euro di spesa esclusi dalla copertura assicurativa, arrivando a pagare (escluso il premio) addirittura il 60% della spesa complessiva.

 

Al momento di stipulare una polizza per la vostra casa, quindi, guardate con attenzione queste due importanti clausole, franchigia e risarcimento annuo massimo, per evitare di restare… scottati.

Giuseppe Morea

  

 
In collaborazione con Help!

 

 


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