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Il default si avvicina a grandi passi. Qualche consiglio utile per affrontare la bancarotta del Paese

 |  Redazione Sconfini

Quando, fin dal dicembre 2008 (Ipotesi di bancarottaBot al minimo storico, Primo disastroso anno di governo Berlusconi, debito pubblico alle stelle, Italia al terzo posto tra i Paese più esposti alla bancarotta, Testa a testa per il default) abbiamo iniziato a parlare di rischio default per l'Italia, in molti ci hanno presi per pazzi. E invece, purtroppo, l'analisi oggettiva dei numeri cui ci siamo ispirati, come spesso avviene è impietosa e veritiera.

ll default in Italia è già avvenuto da tempo in termini pratici (disoccupazione alle stelle, tagli a tutti i servizi pubblici, scuola e sanità in ginocchio, pensioni e stipendi al palo, povertà dilagante, impossibilità di assorbire la domanda di lavoro giovanile qualificato ecc.), mentre ormai siamo a un passo anche dalla dichiarazione ufficiale di bancarotta, cui il "miglior governo degli ultimi 150 anni" ci ha portati ad una velocità davvero sorprendente.

monete2Da tempo lo spread dei titoli italiani rispetto ai bund tedeschi andava ad ampliarsi e negli ultimi giorni il divario è diventato quasi "greco". Solo una gestione del Paese radicalmente diversa potrebbe evitare il peggio e fare un miracolo. Prima di arrivare al default, come già accaduto in Grecia e in Argentina, passeranno altri mesi, forse anni (ora l'Italia è anche vittima di speculazioni), durante i quali le fasce deboli della società (donne, giovani, poveri) saranno sempre più messe all'angolo e vedranno privarsi di ulteriori spazi di benessere. Il debito pubblico ha raggiunto livelli stratosferici e gli interessi sul debito sono così alti che vengono piazzati sul mercato solo quelli, vanificando ogni aspettativa di sviluppo.

Sebbene dare consigli in materia finanziaria o anche solo in economia domestica è impresa ardua e raramente azzeccata, possiamo individuare alcuni consigli pratici per prepararsi alla bancarotta e al lunghissimo periodo di decrescita che ci attende. Almeno per evitare danni su danni, beffe su beffe. In caso di default il valore del debito (che è prevalentemente in mano delle banche) non si azzererebbe ma subirebbe perdite dal 30% al 50% e le banche non potrebbero restituire tutti i soldi a tutti risparmiatori nel caso questi assaltassero gli sportelli.

- Quindi non è vero che i soldi (ammesso che ne abbiate in buona quantità) sono più al sicuro in banca, su un normale conto corrente. E' vero che esiste un'assicurazione sui depositi fino a 103mila euro ma solo 20mila vengono pagati in tempi relativamente rapidi, il resto viene diluito in diverso tempo. Senza contare che lo Stato potrebbe per legge "congelare" i depositi per favorire le banche ed evitare situazioni di insolvenza degli istituti di credito. Ovviamente per questi motivi le obbligazioni bancarie sono l'investimento più rischioso.

- Visto il trend di forti aumenti registrati negli ultimi mesi, neanche l'oro è un buon investimento. Al default di solito si accompagna anche un periodo lungo di deflazione che porta a una caduta dei prezzi, compreso quello dell'oro.

- Un consiglio utile potrebbe essere anche quello di non stipulare mutui o prestiti di nessun tipo, specialmente se a tasso variabile. Nella migliore delle ipotesi i tassi (che già si stanno alzando in area Euro) probabilmente si alzeranno ancora nei prossimi anni, nella peggiore delle ipotesi l'Italia uscirebbe dall'area Euro tornando alla lira e (soprattutto) ad un tasso di inflazione elevatissimo, obbligandovi ad un costo della vita molto più alto.

- Tra titoli di stato e obbligazioni di banche estere, invece, sempre per semplificare si possono fare diversi ragionamenti. Obbligazioni di banche svizzere o olandesi sono sconsigliatissime poiché si tratta di istituti molto esposti con i mercati esteri (e i debiti pubblici esteri) e le banche sono sovradimensionate rispetto alla dimesione di questi due Paesi.

- Acquistare titoli americani comporta invece un troppo elevato livello di rischio di cambio. Per evitare il default Obama può far stampare altri dollari, che però porterebbe a un deprezzamento della valuta nei confronti dell'euro. Stesso discorso per i titoli giapponesi (altro Paese incredibilmente indebitato).

- Meglio quindi restare in zona Euro e puntare in quei Paesi più seri ed economicamente solidi: Germania e Francia. In questo caso sia i titoli di Stato che obbligazioni di grandi imprese non finanziarie (settore energetico, carburanti, telefonia in primis) dovrebbero resistere meglio al disastro dei Paesi latini (Grecia, Portogallo, Spagna e Italia). I rendimenti saranno vicini allo 0% ma almeno avrete corso un rischio molto basso di perdere tutto.

- Ci sarebbe anche il vecchio materasso, ma in un'Italia destinata a diventare sempre più povera, aumenterà a dismisura anche la piccola criminalità e quindi con essa anche il rischio che qualcuno si introduca nelle vostre case per svaligiare i risparmi che banche, esattori e speculatori non sono ancora riusciti a truffarvi.

- Se potete compratevi piuttosto un terreno e iniziate a zappare la terra, almeno quella dovrebbe continuare a dare qualche frutto.

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Consigli in parte presi da questo articolo


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