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Siamo ormai a un passo dalla privatizzazione dell'acqua

 |  Redazione Sconfini
acquaApproda oggi alla Camera per la discussione generale il decreto legge sugli obblighi comunitari, che contiene anche l'articolo 15 sulla privatizzazione della gestione dell'acqua. Sulla richiesta di stralcio dell'articolo la maggioranza non intende assolutamente fare marcia indietro. Chi sperava che il sit in dei giorni scorsi davanti Montecitorio faccese cambiare idea all'esecutivo si sbagliava e lo stesso vale per il continuo tam tam che prosegue su facebook: la maggioranza ribadirà un secco 'no' allo stralcio anche in Aula. "Abbiamo detto no in commissione e lo ribadiremo in Assemblea - scandisce all'ADNKRONOS la relatrice del provvedimento Anna Maria Bernini (Pdl) - In primis, perché nell'articolo in questione è contenuta una riforma dei servizi pubblici locali che riteniamo un modello molto soddisfacente di adeguamento alla normativa europea. In secondo luogo perché l'articolo 15 è il frutto della mediazione già realizzata al Senato in prima lettura".

 

L'Italia dei Valori intanto si prepara a denunciare "la gravità della norma sul servizio idrico". "Spiegheremo - annuncia Domenico Scilipoti - quali effetti comporterà la privatizzazione definitiva dell'acqua, perché - rimarca - è di questo, nei fatti, che si tratta". Ma per il parlamentare dell'Idv non è solo sbagliato il modo in cui l'articolo 15 disciplina il settore dell'acqua, ma anche il fatto che il governo abbia scelto di intervenire senza tenere "minimamente in considerazione che esiste una proposta di legge di inizitiva popolare firmata da ben 500mila cittadini e che chiede la ripublicizzazione del servizio idrico. Sarebbe stato giusto portarne avanti l'iter". Spero comunque che governo e maggioranza riflettano e stralcino l'articolo 15 in Aula perché l'acqua "non può essere trattata come una merce. Senza - scandisce - non si vive".

 

La battaglia, però, non finirà all'indomani dell'approvazione del decreto perché la società civile si sta già 'tirando su le maniche' per obbligare il governo a non lasciare l'acqua ai privati. A mettere in piedi i tasselli della lotta a difesa di questa preziosa risorsa, c'è, in particolare, il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, nato nel 2005 dalla decisione assunta da diverse realtà sociali di ritrovarsi per rendere più incisive le lotte in difesa dell'acqua facendola diventare una vertenza nazionale. (fonte AdnKronos)

Quella sulla privatizzazione dell'acqua è una battaglia cruciale di fronte ad una visione della cittadinanza che può essere vista in due modi completamente opposti: da un lato il cittadino come parte di una collettività che dispone di alcuni beni inalienabili (come aria, acqua) che per loro natura non possono entrare in possesso di nessuno; dall'altro la visione del cittadino come consumatore di beni da spennare il più possibile, oggi attraverso la privatizzazione dell'acqua, domani vendendo al miglior offerente magari l'ossigeno o i colori della natura.

Una cosa è certa: se la gestione dell'acqua passerà in mano ai privati i cittadini/polli/consumatori si ritroveranno a dover pagare bollette molto più salate pur con lo stesso servizio offerto, come testimoniano esperienze già avviate in Toscana e ad Aprilia.

Si può anche firmare (cliccando su questo link) una petizione on line promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua. Come al solito non servirà a nulla, ma ai nostri figli potremo dire di averci provato.

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