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Abbiamo risolto il problema del debito pubblico grazie a due ingenui giapponesi. Anzi no! Anzi forse...

 |  Redazione Sconfini

Evviva, abbiamo risolto il problema del deficit pubblico per un paio d'anni! Anzi forse, anzi no. Nel dubbio, sai che facciamo? Insabbiamo tutto.

Sembra essere questo, grossomodo, l'andamento di una vicenda di cronaca surreale al punto di sfiorare l'incredibile. La notizia, che stiamo per ricordare, è finita in molti telegiornali nazionali e locali tra il 4 e il 6  giugno scorsi ed è talmente assurda da destare un numero di interrogativi degni dei migliori film di controspionaggio anni '70.

Il 3 giugno, la Guardia di Finanza Italiana ferma a 40 km da Chiasso due uomini giapponesi che si trovavano su un treno diretto in Svizzera. Al termine della perquisizione si scopre che i due cinquantenni nipponici stavano cercando di "esportare" 134 miliardi di dollari (eh sì, MILIARDI DI DOLLARI!!!) in buoni del tesoro emessi dalla Federal Reserve statunitense e nascosti in un doppio fondo delle loro valigie. In euro la cifra è vicina ai 100 miliardi!

Trattavasi di 249 bond del valore nominale di 500 milioni di dollari e 10 bond Kennedy da 1 MILIARDO l'uno.

La notizia, che sembra solo buffa, è di proporzioni così gigantesche che potrebbe mettere in panico l'intero sistema economico mondiale. In un primo tempo la Repubblica e addirittura il Giornale si occupano della vicenda, forse pensando che fosse innocua. E invece non lo è affatto: la multa che lo Stato italiano potrebbe richiedere ai due giapponesi sarebbe nientepopodimeno che di 38 miliardi di euro! (circa il 40% del valore totale).

Una cifra sufficiente a giustificare una manovra Finanziaria e mezza, ricostruire l'Abruzzo, potenziare Scuola e Sanità e ripianare il debito pubblico per quasi due anni. E infatti, la notizia sparisce. Dimenticata.

A distanza di moooolti giorni (decisamente troppi per non destare qualche sospetto) si viene a sapere che quei titoli sequestrati ai due giapponesi erano falsi. Ora, a parte il fatto che è decisamente ridicolo pensare che due giapponesi tentino di arrivare in treno in Svizzera passando dall'Italia per portare nel paradiso fiscale elvetico 134 miliardi di dollari falsi, le domande che dobbiamo porci e a cui le autorità DEVONO dare risposta sono tante.

Sul web si sono scatenate una serie di teorie complottistiche davvero numerose e, senza un chiarimento ufficiale, tutte potrebbero avere un fondo di verità. Il perno delle teorie (magari fantasiose, ma degne di essere ricordate) sarebbe quello di incassare i bond per mettere in ginocchio l'economia Usa, a quel punto destinata a fallire.

1. Potrebbe essere un complotto di matrice russa: 134 miliardi di dollari è stranamente la cifra che a marzo di quest'anno erano in mano agli investitori russi. Tagliare gli investimenti in buoni del tesoro agli Usa non sarebbe certo una buona notizia per l'amministrazione Obama.

2. Secondo alcuni il taglio dei bond è troppo alto e potrebbe essere in mano solo della più importanti Banche Centrali Nazionali. Come ad esempio quella giapponese, che avrebbe potuto cercare di vendere al miglior offerente i titoli senza farsi troppo notare da altri detentori di ingenti buoni americani, come Cina e, per l'appunto, Russia. L'ipotesi è che l'economia Usa crolli e che il valore degli altri bond presenti nel globo perda tutto il suo valore. Le recenti dimissioni del ministro degli Interni giapponese Kunio Hatoyama potrebbero essere un indizio del fatto che qualcosa è andato storto nell'operazione.

3. Quei buoni potrebbero essere parte del Tarp (Troubled Relief Program), il fondo speciale del governo americano di sostegno per i titoli finanziari problematici. I soldi sarebbero stati "inaspettatamente" scoperti da Obama che potrebbe aver pensato di parcheggiarli in Svizzera in attesa di poterli usare senza chiedere un'ulteriore approvazione da parte del Congresso, magari per salvare le aziende statunitensi e l'economia americana.

Sono tutte supposizioni, come dicevamo forse fantasie, ma tutte interessanti e in grado di sollevare in ogni caso degli interrogativi cui dovremmo ottenere qualche risposta. Anche nel caso in cui questi soldi fossero falsi, almeno per farsi due risate, bisognerebbe capire perché due sconosciuti giapponesi li stavano trasferendo in treno dall'Italia alla Svizzera. Forse al mondo intero interesserebbe conoscere tutta la verità, alla fine la situazione dell'economia americana riguarda tutto il pianeta.


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