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Mio marito Silvio è un maiale. La parola censurata dall'Ansa

 |  Redazione Sconfini
Il 28 aprile scorso, in occasione del lancio Ansa che riportava i contenuti di una mail di Veronica Lario contro il suo allora marito Silvio Berlusconi, è stata censurata un parola: "maiale". In questo modo infatti l'ex first lady ha apostrofato il premier nella versione originale della sua lettera. Per tutto il pomeriggio sono state fatte pressioni alla Lario per evitare di pubblicare i contenuti della lettera ma lei non ha desistito e finalmente poco prima delle 22.30 la notizia è stata messa in rete.

Lo stesso Giampiero Gramaglia, direttore dell'Ansa, ammette che quel giorno non se la sentì di riportare l’espressione forte della moglie del premier e così è uscita la notizia censurata dall'epiteto. E' l'ennesima prova del servilismo mediatico di cui la stampa sottomessa ai voleri di Sua Emittenza non smette mai dare dimostrazione.

Il danno provocato dalla lettera della Lario è stato notevole, ma non censurare la parola "maiale" avrebbe causato reazioni nell'opinione pubblica probabilmente più evidenti e ancora più dirompenti rispetto al togliere le veline dalle liste per le europee.


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