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Quella strana sensazione di dejà vu

 |  Redazione Sconfini

C'è un comandante di una grande nave che ha la tendenza di fare lo spaccone.

 

Per pavoneggiarsi con amici (e soprattutto amiche) commette una serie di bestialità che spingono la nave su uno scoglio troppo vicino a riva.

Gli scricchiolii e i danni sembrano subito molto gravi alla maggior parte dei passeggeri e dell'equipaggio, tuttavia sono in moltissimi quelli che si fidano del capitano che come un mantra ripete: "E' tutto a posto, è un rumorino da niente (Aldo Giovanni e Giacomo dixerunt), va tutto bene". Mancava solo che dicesse: "Quelli della MSC stanno peggio di noi" e la sgradevole sensazione del dejà vu sarebbe riapparsa con una forza straordinaria.

Specialmente perché il capitano è il primo a mettersi al riparo dal naufragio, abbandonando in tutta sicurezza la nave e lasciando i passeggeri al loro ingrato destino.

Ecco come a livello internazionale due mesi di noiosa normalità bocconiana sono stati gettati alle ortiche dal solito cazzaro latino, uomo piccolo e insignificante che però esaspera ancora una volta lo stereotipo diffuso ormai in tutto il mondo dell'italiano inaffidabile, paraculo, bugiardo e un po' ladro. Uno da cui stare molto alla larga e da disprezzare appena ci volta le spalle.

Ora serviranno altri due mesi per poterci sedere di nuovo ad un tavolo internazionale senza essere presi per i fondelli. Fino al prossimo "Silvio" Schettino. Che arriverà, state certi che arriverà.

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