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E se un Landini in politica servisse proprio a Renzi?

 |  Redazione Sconfini

Ipotizziamo che la nuova legge elettorale detta Italicum (incostituzionale come e più del porcellum di Calderoli) non venga mai varata o che si incenerita dalla Consulta, o rigettata dal Presidente della Repubblica, prima delle elezioni.

Si andrebbe a votare con il cosiddetto Consultellum che altro non è che un proporzionale puro con preferenze e una soglia di ingresso molto bassa. In pratica una riedizione dei parlamenti della Prima Repubblica con Governi appesi a un filo e trattative serrate per avere una maggioranza anche per stabilire il comma che modifica la legge sull'abigeato. La qual cosa, piuttosto che un Parlamento illegittimo, irregolare, costantemente ricattato perché fondato sui nominati e per buona parte abusivo come quello di queste ultime tre legislature, porterebbe più benefici che aspetti negativi.landini

In questo scenario anche nella lontana ipotesi che il Pd a trazione renziana prendesse il 40% come alle Europee mancherebbero circa il 10-15% di Parlamentari per avere una maggioranza non solo di governo ma anche per legiferare. I tempi del pentapartito sono lontani, e fortunatamente non dovrebbero tornare, tuttavia le dinamiche sarebbero sempre le stesse perché sono insite nella natura di un sistema elettivo proporzionale.

Bene: dove prenderebbe i voti mancanti il governo Renzi-2? Sel, anche nella sua variante Tsipras, sarebbe insufficiente per avere ancora una volta una finta sponda a sinistra. Scelta Civica si è già sciolta nel Pd e comunque non porta i voti neanche dei familiari dei nominati. Un'alleanza con la Lega in ascesa (se sarà ancora al 15%) è da escludere, così come un'alleanza con il M5S (se resisterà attorno al 20%). Berlusconi per allora sarà forse in galera, forse espatriato, forse interdetto, forse passato a una vita migliore ma comunque i voti di Forza Italia saranno ripartiti all'interno della futura galassia di destra: un po' ai meloniani, un po' agli alfanidi, un po' ai fittiani, un po' ai larussiani, uno a Gasparri, un po' direttamente ai corleonesi tanto per evitare inutili deleghe indirette. Ad ogni modo l'idea che almeno 3 di questi partitini (due non bastano) che valgono ciascuno tra il 2% e il 4% possano convergere su un Renzi-2 è abbastanza difficile a meno di un tradimento delle promesse elettorali.

Quindi? Cosa serve? Serve un "nuovo" partito di sinistra, un nuovo brand, un nuovo "leader" che provi a scaldare i cuori degli operai, dei lavoratori e dei veterocomunisti da un ventennio traditi da leader neoliberisti. Ed ecco pronto Landini, al momento fiero oppositore dei modelli montiani, berlusconiani e renziani, ma che potrebbe essere inserito in un'impalcatura fatta di soliti nomi (da Vendola a Nencini, da Fassina a Civati) che abbaiono ma non mordono e, soprattutto, "per evitare di consegnare il Paese alla destra" farebbero subito un accordo post elettorale con Renzi.

Naturalmente dopo aver succhiato qualche elettore alle altre forze politiche con vacue promesse di rinnovamento ideologico. In particolare ai 5 Stelle.

Ipotesi assurda? Quanti hanno votato nel 2013 Bersani pensando che il PD non avrebbe mai fatto alleanze con Berlusconi?

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