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Deputati Pd intimiditi come i giocatori della Nocerina. Il pericoloso capo ultrà campano ha 88 anni

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E' probabile che i saggi di storia politica del futuro intestino un capitolo sulla mitologica figura dei parlamentari Pd.

 Vivono sospesi in una bolla di bugie e contraddizioni che ormai li soffoca al punto da renderli inaffidabili anche ai loro familiari. Ciò che dicono è quello a cui credono? Ciò che pensano corrisponde a ciò che fanno? Le dichiarazioni pubbliche che fanno sono da prendere alla lettera o sono da interpretare come gli oracoli? Se ti dicono che a pranzo voglio gli spaghetti sarà vero? O in realtà preferiscono l'arrosto di vitello?

Sul caso Cancellieri si è raggiunta l'apoteosi del tafazzismo. Prima tutti prudenti, poi tutti a favore della mozione grillina ma dicendo che ne avrebbero votata una identica purché non presentata dal M5S, poi tutti per le dimissioni a qualunque costo, infine tutti a votare contro la mozione.

Questi qui sono dei casi umani. E la loro storia, in un paragone ottimamente messo in luce dal sindaco di Bari Emiliano, ricorda molto da vicino la recente disavventura capitata ai giocatori della Nocerina, intimiditi da un'orda di "tifosi" che li hanno minacciati (anche di morte) qualora fossero scesi in campo nel derby di due settimane fa contro la Salernitana. Risultato? Tre cambi in pochi minuti e una lunga serie di finti infortuni per obbligare l'arbitro a fischiare la fine del match per mancanza di numero sufficiente di giocatori.

Stavolta il pericoloso hooligan campano che ha terrorizzato e intimidito i deputati del Pd è un ventriloquo di 88 anni e ha parlato per mezzo del suo pupazzo Enrico all'assemblea dei parlamentari. Il risultato è stato lo stesso, finti svenimenti, dichiarazioni di voto fatte con voce tremante come se si avesse una pistola alla tempia, cambio di marcia all'ultimo istante e tanta tanta rassegnazione.

Puntale, la beffa delle beffe, pochi minuti dopo la fiducia: nei verbali appena resi pubblici ci sono le dichiarazioni di Ligresti secondo cui l'allora premier Berlusconi confermò nell'incarico di prefetto a Parma la Cancellieri, che l'aveva espressamente chiesto all'amico, proprio in virtù dell'intercessione di Salvatore.

D'altro canto non è nuovo il motto "la sera leoni la mattina renzoni (o civatoni)".

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