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Mi chiamo Paola, ho una figlia di 15 anni che da quando ha iniziato a frequentare la seconda superiore si è trasformata. Non ascolta i consigli, crede di avere sempre ragione. Io mi sono stancata di darle consigli tanto fa di testa sua; se sbaglia si giustifica dicendo che deve fare esperienza ed io mi chiedo come mai disattende le mie aspettative…  (Lettera firmata)



Sei stupita della trasformazione di tua figlia? Fermati cinque minuti quando puoi e cerca di ricordare le emozioni che provavi tu alla sua età. Volevi essere l’unica mamma “graziata” da tutte le crisi adolescenziali?
Scherzi a parte dalla tua mail sembra ti stupisca che i tuoi consigli rimangono inascoltati: mi chiedo se invece che consigli le stai dando delle regole. E chiedo a te: usi il termine “consiglio” perché ti sembra sconveniente quello di “regola”? Se è così, allora ti invito a riflettere su questo.

Il consiglio lo dà l’amico, ovvero colui con il quale si ha una relazione da pari a pari. La regola la dà chi invece nella relazione con noi ricopre un ruolo gerarchicamente superiore. Tu sei il genitore. Non aver paura, anzi, rivaluta il tuo essere un gradino sopra tua figlia. Lei ha bisogno della madre non dell’amica (ricordi l’antico adagio? di mamma ce n’è una sola, di amici quanti ne vuoi).
Lei, pur non consapevolmente, vuole le regole, ma non aspettarti poi che verranno rispettate. A questa età vengono spesso infrante.

Ma infrangendole tua figlia dovrà assumersi la responsabilità per aver preso un’iniziativa… almeno la prenderà. Quando fallirà, perché fallirà (anche se a noi genitori non piace perché la fantasia di un figlio vincente è più gratificante), dovrà fare i conti con la sua inefficacia… è sgradevole ma pur sempre un’esperienza. Quando farà bene verrà pervasa dalla gioia e dalla soddisfazione ed assaporerà lei stessa l’emozione.E tu gioirai con lei o la consolerai.


E comunque sarai la madre di cui lei ha bisogno, coraggiosa nel dare regole, profondamente affezionata a tua figlia, e, soprattutto, consapevole di averle dato ciò di cui ha veramente bisogno. Nonostante la tendenza di questa società a togliere i punti fermi in un collettivo inno alla relatività. Infine ricordati che non sei sola, sei come tutte le mamme. La lettera che segue penso ti conforterà.


BOX: Non sono la madre che tu ora vorresti

Una nostra lettrice così scrive a suo figlio diciassettenne dopo l’ennesima litigata.
«Amore caro, non sono la madre che tu ora vorresti.
Sono come sono con i miei pregi e i miei difetti, le mie conoscenze e le mie lacune ma con tanta volontà di fare del mio meglio come genitore.
Anche se sento che ora non ti importa nulla di me e dei miei sentimenti volevo dirti che a me importa molto di te.
Desidero che tu sappia che lotterò con tutte le forze che ho e che non ho per starti vicina in questo tribolato cammino che è l’adolescenza.


Credo in te e nelle tue innegate potenzialità. Sono convinta di averti dato crescendoti tante risorse attraverso l’insegnamento e con l’esempio e tutto ciò ti appartiene anche se in questo momento ti stai un po’ cercando!
Ti vorrei più gentile, più umile e meno istintivo non per formalismo ma perché secondo me se ti mettessi qualche volta in dubbio scopriresti tanto di te che nascondi con la tua aggressività e arroganza.
Talvolta durante i nostri litigi dimentico che ci separano trent’anni di vita ed esperienza e di questo ti chiedo scusa.
Volevo ricordarti che anche quando litighiamo il mio amore per te non è mai messo in discussione.
Tregua? pace? fino alla prossima discussione!
Mamma».

 

foto: Jesse Orrico