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Mer, Giu

Una laminectomia correttamente eseguita

Malasanità
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Abbiamo esaminato la documentazione fattaci pervenire allo scopo di verificare un possibile nesso di causalità tra l’operato sanitario e la sintomatologia accusata da un assistito dopo un intervento chirurgico di laminectomia.

- Il primo intervento chirurgico subito dal sig. D risale al 1968, quando fu operato per un’ernia discale lombosacrale presso l’ospedale Alfa.

- Nel 1978 l’assistito venne nuovamente ricoverato presso il medesimo nosocomio, con ingessatura del tronco.
- Nel 1996 il sig. D venne ulteriormente ricoverato presso l’ospedale Alfa per una “Probabile compressione, a livello D8-D9, del midollo spinale” e, dopo una serie di accertamenti, venne trasferito all’ospedale Beta con diagnosi di “Emangioma in quadro di stenosi del canale dorsale D8-D11”.
- Il 7/10/1996 l’assistito venne sottoposto a laminectomia D8-D11, dopo la quale presentò una paraplegia tuttora perdurante.

Dall’analisi delle cartelle cliniche e dalla visione degli esami strumentali prodotti la Commissione medica di Tu.Di.Ma. ha potuto evincere quanto segue:
1. già il 13/9/2006, quindi prima dell’intervento chirurgico, il sig. D presentava “Deficit deambulatorio da compressione midollare”.
2. L’intervento decompressivo in un canale stretto per l’asporto di un angioma premidollare (intervento indispensabile!) ha un’elevatissima probabilità di peggioramento della sintomatologia preesistente, anche in un intervento come quello in questione, che appare eseguito correttamente.
3. L’assistito presentava, già prima dell’intervento, un’importante paraparesi spastica, indice di danno midollare, nella maggior parte dei casi irreversibile anche dopo l’atto chirurgico.
4. All’intervento venne diagnosticato un angioma extradurale la cui diagnosi preoperatoria, anche dopo presa visione degli esami correttamente eseguiti, era praticamente impossibile. Il sig. D andava comunque operato e l’asportazione di un esangioma – anche nelle mani più abili e con precisa diagnosi preoperatoria – presenta elevati rischi di danno vascolare (ischemico) midollare.
5. La paraparesi spastica è inoltre perfettamente compatibile con la patologia di base presentata dall’assistito.

In base ai dati e ai documenti pervenutici abbiamo pertanto ritenuto di dovere esprimere un parere non favorevole alla prosecuzione dell’iter risarcitorio, non avendoriscontrato elemento alcuno riconducibile a malpractice, che potesse giustificare una qualche richiesta risarcitoria.