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Mer, Mag

Quasi 50 i milioni destinati a Italia.it fino al 2012

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italia.it, portale, web, progetto, berlusconiPochi giorni fa abbiamo parlato con il latte alle ginocchia del protocollo d'intesa Brunetta-Brambilla nel quale si leggeva che per il portale più sgangherato del mondo, Italia.it, avrebbe avuto altri 10 milioni di euro di investimento per essere creato e promosso sul web, oggi dobbiamo correggerci aumentando (e di molto le cifre). Italia.it è ormai un pozzo senza fondo, che ha già inghiottito nel nulla 45 milioni di euro, ma il premier Silvio Berlusconi lo vuole rilanciare.

Nel piano di e-government 2012, presentato a Palazzo Chigi il 21 gennaio scorso, è stata distribuita ai giornalisti una chiavetta USB che conteneva la cartella stampa. Una buona iniziativa per sprecare meno carta, ma ottima per spendere più denaro.

Ma non è questo il punto. Alle pagine 70-74 (link al pdf, grazie al blog Million portal bay) dell'elenco obiettivi di e-gov 2012 torna alla luce il defunto portale Italia.it, che è il cardine nientemeno del rilancio del turismo, nonché l'obiettivo 9 di questo piano.

"Posizionare entro il 2012 il portale nazionale dell’offerta turistica tra i portali leader del settore in termini di accesso ed utilizzo dei servizi da parte degli utenti" è il cardine di questo obiettivo 9. Ma andiamo nel dettaglio.

Interventi previsti:

- Portale nazionale del turismo in linea con quelli degli altri paesi concorrenti
Il Portale con redazioni nazionale e decentrate, prevede l’offerta di informazioni e servizi in chiave Web 2.0 con forti capacità di promozione e accesso indiretto
(??? ndr) ai servizi di commercializzazione.

- Sviluppo con le regioni di progetti di promozione on-line a livello internazionale dei poli turistici locali (es. Capri, Taormina (però che elenco esaustivo... ndr)). Valorizzazione sul portale nazionale di poli turistici locali attraverso un’attività di promozione on-line, a livello internazionale, volta ad attrarre l’attenzione del turista verso specifiche mete.

Poi si dice che per il periodo 2009-2012 il portale avrà un fabbisogno di 6,7 milioni di euro (pag. 72) così ripartiti: 800mila euro nel 2009, 1,5 milioni nel 2010, 3 milioni nel 2011, 1,4 milioni nel 2012.

A pagina 73 il colpo di scena:

Progetto "Portale nazionale del turismo" - Obiettivi:
• Promuovere l’immagine unitaria dell’offerta turistica nazionale e favorirne la diffusione attraverso la rete;
• Assicurare la tutela e il rilancio del marchio Italia (ma che marchio? Il loghetto cetriolo?)
• Promuovere la commercializzazione dell’offerta turistica, attraverso la partnership con siti ed operatori terzi.
- Partner: Regioni, Associazioni di categoria
- Situazione attuale: il progetto segue l’esperienza di Italia.it (esattamente quello che non volevamo mai sentire)
- Costi: totale di legislatura 29,58 Milioni di euro.

Ma come non erano 6,7?

Poi si fa "chiarezza" sulla voce Progetto Poli turistici locali.

- Obiettivi: valorizzazione sul portale nazionale di poli turistici identificati e realizzati dalle Regioni finalizzati a promuovere, a livello internazionale, mete turistiche locali
- Partner: Regioni
- Situazione attuale: 20 Milioni di euro del DIT destinati alle Regioni in base al riparto CIPE.
- Costi: totale di legislatura 20 Milioni di euro.

Cioè 20 Milioni di euro per dei siti locali "agganciati" al portale Italia.it?

Per un totale di quanto? 49,58 milioni di euro?

Ma quanto costerà alla fine sto portale? Ai 45 milioni già polverizzati ne sono previsti altri 49,58?. E' chiaro che siamo di fronte al portale più costoso di tutti i tempi e forse per un lancio in grande stile lo si vuole prima far entrare nel Guinness dei Primati, però forse è possibile avere dei buoni risultati anche in altro modo.

E pensare che la Casa Bianca ha rivoluzionato il proprio sito in occasione del giuramento di Obama con pochi dollari e grazie ai dipendenti dell'Amministrazione in pochissime ore.

In Italia sono stati stanziati i primi 45 milioni di euro già nel marzo 2004 e non esiste ancora NIENTE! Ecco un buon paragone tra un paese evoluto e un paese terzomondista e tangentaro.