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Mar, Mag

Anche i migliori sbagliano. Travaglio gravemente impreciso su Calciopoli

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travaglioPremettiamolo: Marco Travaglio è (giustamente) considerato uno dei migliori giornalisti italiani, l'erede moderno dei grandi padri del giornalismo italiano, una sorta di Montanelli 2.0.

Ha uno stile di scrittura godibile, ricco di spunti divertenti e battute al fulmicotone. Possiede un umorismo innato, ha un archivio di documenti spaventoso e una memoria a breve e lungo termine davvero invidiabile. E poi buca lo schermo come pochi. Insomma, è con affetto che ci permettiamo di "correggere" il maestro Travaglio sulla sua esegesi legata al filone di giustizia sportiva cosiddetto Calciopoli2.

Quando si parla di questo argomento, infatti, viene fuori più che altro il suo tifo juventino ferito, sbiadito dal tempo e lacerato dallo scandalo che ha investito Moggi e tramutatosi, questa è la sensazione, quasi in odio per la sua squadra del cuore. In una recentissima relazione, Stefano Palazzi, il procuratore federale della FIGC, ha risposto ad un esposto della Juventus, che chiedeva la revoca dello "scudetto di cartone" 2006 consegnato all'Inter da Guido Rossi (ex membro del Cda nerazzurro, ma questo Travaglio solitamente così attento ai conflitti d'interesse lo dimentica), stendendo una serie di pesanti riflessioni contro l'Inter e i suoi massimi dirigenti e in particolare il presidente ai tempi di Calciopoli, il compianto Giacinto Facchetti.

Nella sua ricostruzione intitolata "Pallonari e pallisti" (qui trovi la prima pagina del Fatto Quotidiano che la riporta) Travaglio dice una serie di cose assolutamente condivisibili e giuste prendendo simpaticamente in giro i giornalisti che ora si buttano a peso morto sul redivivo (e assolutamente non giustificabile) Luciano Moggi. Per esempio è impeccabile l'analisi secondo cui se l'Inter è ladra (o ha tentato di rubare) non è che la Juve diventa innocente. Semplicemente i ladri diventano due. Altrettanto corretta è la riflessione secondo cui l'Inter dovrebbe rinunciare alla prescrizione e farsi giudicare nel merito altrimenti (giustamente) resterebbero troppe ombre sulle sue recenti vittorie.

Nel mezzo però ci sono una lunga serie di (volute?) dimenticanze e gravi imprecisioni.

1) Scrive Travaglio: "il pm sportivo ricorda che la sua tesi accusatoria contro Milan, Fiorentina, Lazio e ora Inter è già stata sconfessata dalla Corte federale, secondo cui non basta telefonare ai designatori per commettere illecito: occorre che le pressioni arrivino agli arbitri e li condizionino. La qual cosa Palazzi non è riuscito a provare per nessun club, eccetto la Juve". Ma se la Corte Federale non si è ancora espressa, come diavolo fa Travaglio a dire che per l'Inter non si riuscirà a provare l'illecito sportivo? Inoltre Travaglio "omette" un altro dettaglio: proprio nel processo di Napoli un ex arbitro (Nucini) ha candidamente ammesso di essere stato avvicinato da Facchetti e di aver avuto contatti per un posto di lavoro presso la banca di Paolillo (ora ad dell'Inter) per fornire il suo contributo alla causa nerazzurra. Inutile ricordare che Nucini ha anche arbitrato l'Inter: secondo voi senza condizionamenti?

Scrive infatti Palazzi nella sua requisitoria: "questo Ufficio ritiene che le condotte in parola siano tali da integrare la violazione, in quanto certamente dirette ad assicurare un vantaggio in classifica in favore della società INTERNAZIONALE F.C., mediante il condizionamento del regolare funzionamento del SETTORE ARBITRALE e la lesione dei principi di alterità, terzietà, imparzialità ed indipendenza, che devono necessariamente connotare la funzione arbitrale, in violazione del previgente art. 6, commi 1 e 2, CGS, in vigore all'epoca dei fatti ed oggi sostituito dall'art. 7, commi 1 e 2 del CGS".

2) Scrive ancora Travaglio: "è verosimile che, anche se l'Inter rinunciasse alla prescrizione, verrebbe assolta o privata di qualche punto". Questa sarebbe la possibilità più favorevole per l'Inter ovviamente, che rischierebbe COME la Juve (art. 1 art. 6 CGS sono le accuse, quindi le stesse della Juve) anche di finire in serie B. Ma ipotizziamo che l'Inter prenda solo "qualche punto di penalità". Al Milan (arrivato secondo) furono tolti i punti sufficienti per disputare comunque da 4° classificata la Champions League, mentre l'anno dopo fu penalizzata di 8 punti. Se la stessa pena fosse inflitta all'Inter (verosimile, ci informa Travaglio) ovviamente perderebbe lo scudetto di cartone 2006, ma non avrebbe vinto neppure quello del 2007 (con 8 punti di penalizzazione la Roma avrebbe vinto in trionfo). Ergo, almeno due scudetti dovrebbero essere tolti all'Inter.

3) Inoltre, ci racconta il nostro: "Non basta telefonare ai designatori per commettere illecito: occorre che le pressioni arrivino agli arbitri e li condizionino. La qual cosa Palazzi non è riuscito a provare per nessun club, eccetto la Juve". Anche qui Travaglio scrive sentenze mai scritte nella realtà: l'unico che può provare condizionamenti arbitrali è il Tribunale Ordinario (alla giustizia sportiva basta il "fondato sospetto") e nessuna sentenza (sebbene possibile, forse probabile) in merito è mai stata emessa per il momento. Il regolare processo di Napoli, ancora in primo grado, emetterà una prima sentenza appena in autunno di quest'anno.

4) Travaglio ricorda poi, a proposito di prescrizione, che anche la Juve ne ha usufruito ai tempi del "caso doping". Peccato che dimentichi i gravi reati dell'Inter quando taroccava passaporti (Recoba) e acquistava irregolarmente calciatori (Milito). Dimenticanze?

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