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Dom, Mag

Vigili del Fuoco si nasce, oppure si diventa

Costume e società
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Per molti tra coloro che sono stati parte del Corpo, un Vigile del Fuoco resta tale per tutta la vita.

Per molti tra coloro che sono stati parte del Corpo, un Vigile del Fuoco resta tale per tutta la vita.

Questa convinzione è stata la molla che nel 1994 ha dato vita formale all’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco (Anvvf), la grande rete associativa che raggruppa tutti i Vigili del Fuoco che hanno lasciato il servizio. L’associazione, anche nelle sue diramazioni locali (Distaccamenti o Sezioni) persegue il fine della solidarietà civile, sociale e culturale e costituisce la continuità ideale tra i Vigili del Fuoco in congedo e quelli in servizio tramite il Dipartimento e le sue strutture decentrate. Il suo motto, tratto dal latino, è: «Firmissima est inter pares amicitia» (trad. «Solidissima è l’amicizia tra pari»). L’associazione si propone di: promuovere e cementare i vincoli di amicizia e solidarietà tra i Vigili del Fuoco in congedo e in servizio; tenere vive le tradizioni dei Corpi dei Vigili del Fuoco e la memoria storica di chi è caduto nell’adempimento del servizio; svolgere assistenza morale, assistenziale, ludica, culturale a chi ne richieda l’opera; svolgere attività di volontariato nonché di informazione, formazione e addestramento in materia di sicurezza, di difesa civile e di protezione civile in favore dei cittadini, enti pubblici, privati e associazioni anche in convenzione; svolgere attività di informazione e formazione per diffondere la cultura della sicurezza negli ambienti di vita (scuole, centri di aggregazione sociale). Anche a Trieste è attiva una sezione dell’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco, sotto la guida del presidente Marino Lacosegliaz, ex dipendente pubblico in pensione, ma soprattutto Vigile del Fuoco volontario a chiamata per moltissimi anni. La sede dell’associazione si trova da pochi anni a Opicina, in via degli Alpini 117, in una struttura che fino ad una sessantina di anni fa funzionava come bagno pubblico ed è di proprietà del Comune di Trieste. I volontari della Sezione triestina hanno lavorato sodo per alcuni mesi e hanno investito quasi 50mila euro per ripristinare la fatiscente struttura che ora è un’accogliente sede con tanto di deposito attrezzi, sala riunioni, aula didattica e ufficio. “Fino al 2017 – chiarisce Lacosegliaz – non daremo i soldi dell’affitto al Comune poiché il canone ci viene scaricato dalle spese che abbiamo sostenuto, poi si vedrà. Per il momento dobbiamo stare attenti a non sprecare energia elettrica in modo da non avere bollette pesanti. Il nostro bilancio è infatti molto magro”. Tre sono i profili delle attività che più caratterizzano la Sezione triestina dell’Anvvf. Da un lato l’opera più tradizionale di formazione e prevenzione (anche nelle scuole) antincendio e sicurezza oltre che la prevenzione antincendi boschivi. Sul versante sociale l’associazione giuliana si occupa di scortare in modo completamente gratuito gli anziani in trasferta e in gita con il progetto dell’amministrazione provinciale “Argento Vivo” e s’impegna per essere immediatamente pronta con alcuni uomini in caso di calamità cittadina o regionale su chiamata rispettivamente della Polizia municipale o della Protezione civile di stanza a Palmanova. Non manca poi la robusta attività di servizio di sicurezza in supporto ai Vigili del Fuoco del Comando triestino in occasione di grandi eventi culturali, musicali o sportivi. La più importante delle attività svolte dalla Sezione è forse però quella che si occupa della formazione professionalizzante dei “Vigili del Fuoco di domani”. Una formazione di altissimo livello in tema di sicurezza, tecniche di soccorso, antincendio ecc. Viene svolta nella sede di Opicina una formazione di base per i volontari e una formazione specifica professionale per chi vuole fare il Guardiafuochi o la Guardia giurata per esempio. “Negli anni passati – racconta Lacosegliaz – potevamo contare anche su trenta o quaranta volontari in grado svolgere le attività dell’associazione, mentre oggi possiamo fare affidamento solo su una decina di volontari. Per questo ritengo che sia importante valorizzare e dar risalto ai nostri corsi, in modo da poter formare le nuove leve che potranno sperare di entrare anche nel Corpo o di intraprendere una strada professionale nel campo della sicurezza tout court. Il nostro messaggio è rivolto anche e soprattutto ai giovani universitari che, facendo un periodo di volontariato con noi, potranno avere anche dei crediti formativi spendibili nel loro corso di studi (basta essere in buone condizioni fisiche ed essere incensurati)”. “L’altra nostra grande aspirazione – conclude Lacosegliaz – è quella di imbastire maggiori rapporti con i nostri omologhi transfrontalieri, nell’ottica di una crescita internazionale della nostra professionalità e di una maggiore possibilità di collaborazione per risolvere i problemi e le crisi che in futuro potrebbero verificarsi nel nostro territorio”. Giuseppe Morea