L’arte figurativa dimostra che i canoni estetici per la silhouette cambiano da un’epoca all’altra: non è sempre stato così, ma oggi l’addome deve avere il profilo piatto, tonico, con pelle elastica e tesa. Purtroppo il punto vita, l’addome e i fianchi sono un bersaglio facile per il depositarsi di accumuli adiposi e/o cellulite.
“La chirurgia plastica ed estetica dell’addome – spiega il dottor Costantino Davide, specialista in chirurgia plastica presso la Casa di Cura Sanatorio Triestino di Trieste – si dimostra molto efficace nella correzione di molte dismorfie e di molti difetti estetici specifici, ma ogni caso è a sé stante e quindi deve essere attentamente considerato in sede preliminare. Sarà questa l’occasione per il chirurgo per valutare l’opportunità dell’intervento, le aspettative e le motivazioni del paziente, la sinergia di più procedure tecniche che possano costituire un percorso chirurgico correttivo ideale e personalizzato, nell’arco dello stesso tempo chirurgico o dilazionato nel tempo”.
Al grasso concentrato in certe zone, spesso resistente e recidivo alle diete e all’esercizio fisico, di frequente si accompagna il rilassamento eccessivo della pelle (addome pendulo). Cosa fare in questi casi?
“L’addominoplastica è una tecnica di chirurgia plastica che si propone e si dimostra efficace quando ci siano le condizioni per questo percorso. È bene precisare che la rilassatezza cutanea e la prominenza dell’addome si possono rivelare in diversi gradi e si accompagnano spesso a una qualità della cute tale da farle perdere compattezza: la pelle, infatti, appare flaccida, rilassata, cadente. In que
sti casi può essere adeguato ed efficace l’intervento di addominoplastica. In altri casi il chirurgo può proporre interventi meno invasivi come la miniaddominoplastica o la liposuzione. È doveroso precisare che questi interventi chirurgici plastici non si propongono come metodi dimagranti, per perdere peso: possono essere risolutivi per eliminare depositi di grasso localizzato, non per un calo ponderale importante. Possono correggere le pieghe cutanee di un addome prominente qualora il difetto non interessi i visceri. In questo caso una dieta appropriata ed un esercizio fisico adeguato saranno proposti in sinergia e anticiperanno la programmazione in futuro dell’intervento estetico”.
Chi richiede solitamente l’intervento di addominoplastica?
“Si affidano a questo intervento soprattutto donne che desiderano rimodellare l’addome prominente o rilassato e tornare a una silhouette armoniosa dopo una o più gravidanze, o che vogliono correggere le conseguenze di cambiamenti ponderali massicci, di stili di vita poco sani, di scarso movimento fisico-motorio, che si ripercuotono anche sulla qualità della pelle. Le caratteristiche della compattezza cutanea sono molto importanti perché condizionano la cicatrizzazione e il decorso postoperatorio”.
Quali sono i tempi di recupero?
“L’intervento, preceduto da esami clinici preoperatori e dall’attenta anamnesi del paziente per escludere condizioni cliniche che lo precludano, è proposto a pazienti selezionati. Il percorso tecnico-chirurgico prevede un’incisione orizzontale molto ampia (del tipo del taglio cesareo), che arriva al piano sopramuscolare senza interessare i muscoli, isolando l’ombelico con un’incisione circolare. Dopo scollamento, trazione e riduzione del tessuto in eccesso, si avvicinano i muscoli retti dell’addome per definire meglio il girovita, quindi si fa riemergere l’ombelico e si procede alla sutura. Se necessario, si può compensare con la liposuzione degli accumuli adiposi sui fianchi. È un intervento non banale, praticato in anestesia totale, o locale con sedazione, che prevede ricovero e drenaggio, che comporta nella fase postoperatoria una riduzione delle attività motorie e lavorative per trenta giorni. Per contenere l’addome e scongiurare i sieromi (accumuli di siero in loco da aspirare con siringhe), si deve indossare sempre per un mese una guaina compressiva. La cicatrice, da non esporre al sole, si schiarisce lentamente e sarà mimetizzabile con un normale slip. La rimozione dei punti di sutura esterni e interni è prevista dopo 8 e 20 giorni”.
Cos’è la liposuzione e quando viene consigliata?
“La liposuzione è l’intervento che elimina gli accumuli adiposi localizzati in vari distretti del corpo (fianchi, addome, braccia, cosce, sottomento). L’aspirazione delle cellule adipose in eccesso e ipertrofiche avviene mediante cannule sottilissime introdotte nel sottocute con microincisioni, collegate a un aspiratore. Un movimento oscillatorio manuale o automatico permette la rimozione delicata del grasso in eccesso ed il suo eventuale riposizionamento in altri distretti del corpo (lipofilling). La liposuzione (secca o wet, cioè con infiltrazione di una soluzione contenente anche anestetico locale) dà risultati apprezzabili quando vi sia un adeguato grado di elasticità cutanea che permetta alla cute di adattarsi ai nuovi volumi. Non è un metodo dimagrante, ma se usato in sinergia con una dieta ipocalorica e un adeguato stile di vita ha effetti durevoli, perché gli adipociti ridotti di numero non possono riformarsi. I contorni del corpo ritrovano armonia e tutta la figura risulterà più slanciata”.
Il lifting di cosce e braccia quando e a chi è proponibile?
“Il lifting è un intervento chirurgico volto ad eliminare l’eccesso cutaneo dalla parte interna delle cosce ed eventualmente dei glutei e delle braccia, ridando al tempo stesso tono a tutta la cute. I risultati sono in genere buoni ma lasciano esiti cicatriziali importanti. Per le persone con pieghe cutanee particolarmente lasse ed ampie, quindi, si dovrà valutare la motivazione e selezionare l’opportunità d’intervento”.
Ignazia Zanzi

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