| 
Sconfini.eu - esperti e professionisti al vostro servizio

Pirateria informatica: se la conosci non è detto che la eviti

smaller text tool iconmedium text tool iconlarger text tool icon

Il vasto oceano di Internet, si sa, oltre ad offrire mille opportunità, è pure ricco di insidie. E chi ci bazzica poco o in modo superficiale rischia di cadere negli agguati dietro l’angolo. Difendersi è possibile, a volte bastano semplici accorgimenti (come il ricorso a programmi antivirus e antispyware), anche se poi può accadere che il mondo degli internauti ci faccia sentire davvero come naufraghi.


Secondo una recente ricerca di Websense Security Labs il 60% dei 100 siti più popolari ospita contenuti maligni (i cosiddetti malware) o contiene un sistema occulto per il reindirizzamento dei visitatori dal sito legittimo a un sito con contenuti maligni. Un dato al quale si aggiungono quelli dello studio Threat Research Analysis di Trend Micro, condotto nel 2008, secondo il quale oltre il 50% dei casi di malware è stato provocato da minacce web ed è stato riscontrato da utenti che navigano su siti sconosciuti o senza adeguati software di sicurezza. Il tutto per un incremento pari al 2000%, registrato dal 2005 ad oggi, in termini di minacce web. Al secondo e terzo posto nella classifica delle infezioni più diffuse nel 2008 troviamo le minacce multi-componente (una o più parti di malware che restano nascoste all’interno di un file per contattare poi una macchina remota e attivarsi solo in seguito) e gli allegati e-mail.


Se tutto ciò ancora non basta ecco che dai resoconti delle indagini telematiche eseguite in Italia nel 2008, presentati il 9 maggio 2009 in occasione del 157° anniversario della fondazione della Polizia di Stato, un computer su cinque in Italia sarebbe infetto, posizionando il nostro Paese al terzo posto in Europa, e al decimo nel mondo, in tema di diffusione di virus informatici.


Una volta c’erano soprattutto i virus, oggi invece esistono varie forme di pericoli, molti dei quali sono costituiti da sistemi volti a entrare in possesso di dati dell’utente (come ad esempio password o dati bancari) a fini di lucro. Tra i più noti troviamo: pharming, una tecnica di cracking (modifica di un programma per rimuoverne la protezione) per ottenere l’accesso a informazioni personalizzate per più finalità; keylogger, un software che una volta eseguito su di una macchina memorizza in maniera trasparente all’utente ogni tasto premuto in un proprio database (solitamente viene installato traaltmite virus o altro, e viene programmato in modo che ritrasmetta via rete i dati memorizzati); phishing, una tecnica di ingegneria sociale (adescamento di una persona fino a conquistarne la fiducia) per ottenere informazioni riservate al fine del furto di identità e di informazioni personali; sniffing o “annusare”, una tecnica per intercettare i dati in transito in rete e decodificarli.


Ma non finisce qui la lista dei pericoli per gli utenti internauti. Esiste anche il Trojan, o “cavallo di Troia”, genericamente un software malevolo nascosto all’interno di programmi apparentemente utili. Il tipo di software malevolo che verrà silenziosamente eseguito in seguito all’esecuzione del file da parte dell’utente, può essere sia un virus che un qualunque tipo di minaccia informatica. Interessante, inoltre, può essere lo scam, un tentativo di truffa attraverso la promessa di denaro, molto diffuso anche nella versione “sentimentale”, dove delle donne attraverso apposite chat per single inducono degli uomini a farsi prestare del denaro per poi volatilizzarsi. Anche la famosa posta spam (la posta “spazzatura”), infine, è una forma di pirateggio informatico, anche se in realtà può essere messa in atto attraverso qualunque media.


Per chi avesse bisogno di vero aiuto, è attivo 24 ore su 24 per 7 giorni su 7 il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche o di rilevanza nazionale (Cnaipic). Istituito con decreto del capo della Polizia il 7 agosto 2008 e inaugurato ufficialmente nel giugno 2009, è composto da due settori principali, quello operativo e quello tecnico, e si avvale di tecnologie ad elevato livello e di personale altamente qualificato e specializzato. Gli investigatori della Polizia postale e delle comunicazioni sono infatti da anni impegnati nel contrasto a cyber crime, cyber terrorismo e spionaggio industriale. Nel 2008 lo sportello web della Polizia ha raccolto circa 13mila richieste relative a fenomeni come hacking, spamming, phishing, dialer, pedofilia, e-commerce e violazioni del diritto d’autore. La Polizia ha anche un proprio account su Facebook e un canale dedicato su YouTube.


Anti-Phishing Italia è invece un osservatorio sul mondo degli illeciti legati alla rete, promosso da uno staff formato da informatici, giornalisti e avvocati, ed è aperto a collaborazioni esterne. Dalla data di avvio ufficiale, il 3 settembre 2005, l’attività svolta da Anti-Phishing Italia è divenuta ben presto punto di riferimento nazionale per la lotta al phishing. Il sito web di Anti-Phishing Italia offre un servizio quotidiano di news sul tema delle truffe on line e sui principali fatti legati alla rete (www.anti-phishing.it).

Corinna Opara


 

A ciascuno la sua minaccia

 

Nonostante sul piano globale i risultati dello studio Threat Research Analysis di Trend Micro 2008 sulle infezioni informatiche riflettono lo stesso scenario generale, a livello locale si notano tuttavia alcune piccole differenze. Il Nord America, ad esempio, da un lato continua a registrare i volumi di adware più elevati, dall’altro conosce una crescita sensibile negli episodi di malware destinato alla sottrazione delle informazioni e veicolato attraverso Internet.


Il malware generato dai supporti removibili (come ad esempio dischi portatili/esterni, chiavette, flash disk e memory card) rappresenta rispettivamente il 29% e il 31% in Asia e in Australia, il valore più alto se paragonato alle altre zone geografiche. La Cina rappresenta l’eccezione, con la più elevata percentuale di gaming spyware on line (cioè spyware presenti nei videogiochi) dovuta alla presenza di una nutrita popolazione di appassionati di videogiochi on line.


I Trojan downloader sono la principale forma di malware che infetta i computer di Europa, Medio Oriente e Africa; si tratta di Trojan che a loro volta installano sul sistema altri file pericolosi scaricandoli direttamente da un computer remoto o rilasciandoli da una copia contenuta nel loro stesso codice.


Per quanto concerne l’America Latina le principali minacce sono abbastanza variegate in termini di profilo, ma l’intera regione sta assistendo a un incremento degli attacchi multi-componente. Il volume e i livelli di sofisticazione delle minacce web rendono inevitabile l’utilizzo di sistemi di protezione multi-livello e in tempo reale affinché sia garantita la sicurezza on line.

 


In collaborazione con Help!

 


blog comments powered by Disqus
 

Un mercato attorno gli specialisti medici

Carissima Giulia,il mese di agosto e poi il ritorno faticoso alle usuali occupazioni hanno ritardato la risposta al Suo commento:...

Malasanità | Mercoledì, 16 Settembre 2009

leggi

Londra. Addio cecità da invecchiamento. Grazie alle cellule staminali

News image

La più comune causa di cecità è quella legata all'invecchiamento ed è chiamata tecnicamente degenerazione maculare senile (AMD). Stando ad...

Medicina | Lunedì, 20 Aprile 2009

leggi

Errori in sala parto: errori? (la replica)

News image

Il mese scorso dalle pagine di Help! Francesco Morosetti, autorevole collaboratore della nostra testata, ha ribattuto ad un articolo pubblicato...

Medicina | Martedì, 31 Marzo 2009

leggi

Vuoi combattere i capelli bianchi? Mangia soia e cereali

A molte persone i capelli sale e pepe piacciono, e molto. Tra la maggior parte (circa il 75% senza distinzioni particolari tra...

Medicina | Giovedì, 26 Febbraio 2009

leggi

Errori in sala parto: errori?

Già il titolo fa montare la bile. “Errori in sala parto” è il titolo di un articolo che ho trovato...

Medicina | Lunedì, 16 Febbraio 2009

leggi

L'influenza può resistere al Tamiflu. Più persone resteranno a letto con febbre alta

News image

L'influenza, che quest'anno è stata ribattezzata "australiana", raggiungerà il suo picco a inizio febbraio, ma sono già centinaia di migliaia gli...

Medicina | Venerdì, 9 Jennaio 2009

leggi

Una frattura dello scafoide non riconosciuta dai sanitari

E' stata accertata la responsabilità della struttura ospedaliera per una frattura dello scafoide carpale non diagnosticata tempestivamente, che ha comportato...

Malasanità | Martedì, 30 Dicembre 2008

leggi

Infezione postoperatoria da Stafilococco aureo

Infezione da Stafilococco aureo e problemi dermatologici sopraggiunti dopo un intervento d'artroprotesi all'anca sono stati causati da malpractice dei sanitari?...

Malasanità | Martedì, 30 Dicembre 2008

leggi

Patologia infettiva post appendicectomia

La struttura sanitaria non può essere ritenuta responsabile per la patologia infettiva lamentata da una paziente sottoposta ad un intervento...

Malasanità | Martedì, 30 Dicembre 2008

leggi

Un'artroprotesi dannosa

Un intervento al ginocchio, anziché migliorare, ha peggiorato la situazione dell’assistito. 

Malasanità | Giovedì, 20 Novembre 2008

leggi
100%
-
+
8
Mostra opzioni