Per rilassarsi bisogna stare in silenzio

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Centri estetici e benessere proliferano. Attività professionali che di questi tempi stanno andando bene, nonostante la crisi economica generale. Ma nel vedere sorgere le nuove realtà, il consumatore che vuole usufruire delle offerte che gli vengono proposte si può trovare disorientato. È importante possedere criteri utili a individuare chi lavora con serietà professionale. Per cercare di fare il punto della situazione abbiamo intervistato Marco Secoli, esperto di trattamenti per il benessere di Trieste.

 

Quale titolo di studio deve avere un’estetista?

“Si diventa estetisti dopo aver conseguito il diploma riconosciuto dalla Regione. Soltanto chi lo possiede può sia aprire un’attività in proprio, sia diventare direttore tecnico di un centro. Tuttavia è bene sottolineare che, come in tutte le professioni, non si deve mai cadere nell’errore di pensare di aver finito di imparare. Le brave estetiste con costanza devono seguire corsi di aggiornamento”.

 

Per esempio?

“Bisogna considerare che anche nel settore benessere ci sono tendenze ed evoluzioni. Oggi hanno successo nuovi tipi di massaggio, come quelli che vanno eseguiti con l’ausilio di pietre piuttosto che quelli ayurvedici. Va da sé che se si vuole soddisfare la propria clientela è necessario essere sempre aggiornati”.

 

Studi a parte, che cosa fa di un’estetista una brava estetista?

“La personalità. La professionista deve avere un carattere forte e la capacità di controllare il proprio stato d’animo per potersi concentrare solo sul cliente. Deve essere in qualche modo una guida, con discrezione deve permettere alla persona di sentirsi a proprio agio. In particolare penso alla prima volta che un cliente arriva in uno spazio nuovo e che si affida a una persona che non ha mai visto prima. È molto importante che venga eliminato il disagio che si prova quando si è immersi in uno spazio estraneo: sarà sufficiente dare alcune indicazioni su come verrà eseguito il trattamento e dove sono gli accessori che possono servire, dalle ciabattine all’asciugamano. Piccoli dettagli ma che sono capaci di dissolvere quelle piccole ansie che possono ridurre il momento di benessere. Un esempio importante è l’approccio che l’estetista deve avere quando si accinge a fare un massaggio. Perché sia raggiunto l’obiettivo del rilassamento, il cliente deve essere invitato a stare in silenzio. Vero è che molti invece desiderano parlare di sé, se non addirittura sfogarsi. Ebbene l’estetista deve trovare la strada per invitare al silenzio, senza ovviamente ferire la sensibilità della persona”.

 

Voglia di parlare di sé?

“Sì, è molto diffuso questo desiderio e da questa osservazione si giunge ad individuare un’altra importante dote della professionista: la discrezione e la riservatezza Quello che viene confidato in cabina deve rimanere lì e non divenire oggetto di chiacchiere con estranei”.

 

Anche lo spazio in cui l’estetista lavora deve rispettare delle normative?

“Certamente. Le normative regionali, che recepiscono quelle nazionali, danno indicazioni importanti soprattutto in materia di igiene: dalla necessità di aerazione delle cabine alle misure minime che queste devono avere”.

 

E per quanto riguarda le attrezzature e i prodotti che vengono utilizzati in un centro estetico?

“Con sempre più frequenza le aziende propongono attrezzature innovative e nuove creme cosmetiche. È importante per il titolare di un centro sapersi destreggiare. Uno dei criteri più sicuri è rivolgersi a società che hanno alle spalle una storia, tuttavia ciò che permette di discriminare il prodotto serio da uno non valido è la possibilità di tenere in prova anche un mese intero il macchinario per verificarne direttamente l’efficacia. Va da sé che il produttore che è sicuro di ciò che sta proponendo non avrà alcun timore ad offrire quest’opportunità. C’è un’altra strada che consente di valutare la bontà di una nuova proposta: la spiegazione scientifica e tecnica che il venditore deve essere in grado di offrire. Ovviamente l’estetista non è né un ingegnere, né un chimico, ciò nondimeno appare importante avere poche ma basilari conoscenze per evitare di fare investimenti sbagliati”.

 

Finora abbiamo parlato di estetista solo al femminile, ma esiste l’omologo maschile?

“Oggi è chiaramente una professione svolta più da donne che da uomini. Tuttavia credo che anche in questo ambito si potranno in futuro registrare dei cambiamenti, anche perché sempre più spesso gli uomini diventano clienti assidui dei centri”.

Tiziana Benedetti 

  

 

In collaborazione con Help!

 

 


 

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