Il Montenegro è diventato una repubblica indipendente nel giugno 2006 e si sta avviando con decisione lungo il percorso di accessione all'Unione Europea. Il governo montenegrino ha manifestato risolutezza nel voler sviluppare al meglio il potenziale turistico del paese nella speranza di apportare benefici a lungo termine all'economia del paese ed alla popolazione locale.

Non è dunque un caso se il Montenegro è una delle destinazioni turistiche in più rapido sviluppo a livello mondiale, stando ai dati del World Travel & Tourism Council (WTTC).
In una fase di incertezza sui mercati finanziari e di rallentamento dei mercati immobiliari diventa quanto mai essenziale per l'investitore oculato analizzare tutti quei fattori che possono rendere più o meno sicuro lo stanziamento dei sudati risparmi in una località anziché nell'altra.
Non di rado nell'ambito della professione che svolgo mi è stata rivolta la domanda: "dove mi consiglia di investire i miei risparmi?". Allora, considerando il fatto che sono ancora molteplici i mercati immobiliari che nel breve-medio termine (3-5 anni) permettono di auspicare un riscontro promettente, preferisco esporre dati concreti anziché esprimere un giudizio personale. Ciò significa che, caso per caso, il risparmiatore valuterà in prima persona se la meta ed il mercato in questione possono rivelarsi la soluzione a lui confacente.
Ad oggi il numero di afflussi turistici in Montenegro cresce in media del 17% ogni anno, il che ha permesso al paese di rientrare nelle prime 10 destinazioni al mondo prescelte per trascorrervi le vacanze. Non a caso già più di 80 tour operator da 15 paesi diversi includono la meta-Montenegro nel portafoglio delle loro proposte turistiche. Entro il 2014 ci si attende che diventi la meta turistica in più rapido sviluppo al mondo.
Il governo ha pianificato una strategia di sviluppo coordinato mirata alla valorizzazione non solo delle fasce costiere (oramai già diventate appannaggio esclusivo di investitori russi, britannici e irlandesi), ove si punterà su un turismo balneare d'alta fascia, ma anche sulle regioni montane dell'entroterra per favorire un turismo sportivo o ricreativo legato all'alpinismo e agli stabilimenti termali. A riprova di ciò nel 2001 è stato redatto il Protocollo del Turismo che ha messo già in preventivo una agenda di interventi valida fino al 2020, comprendente nuove marine turistiche, campi da golf e complessi alberghieri. Per supportare ulteriormente l'industria turistica, il governo ha promosso una serie di iniziative legislative incentivanti per l'afflusso di fondi dall'estero, tra cui lo status di zona di libero commercio per taluni investimenti, nonché il rimpatrio dei profitti ed il mantenimento di procedure molto semplici e snelle per la costituzione di società (oltre al fatto che l'imposta sui redditi delle società registra l'aliquota - ad oggi - più bassa d'Europa, il 9%).
La stabilità economica ed il clima politico favorevole venutisi a creare con l'indipendenza del paese hanno già indotto una grande affluenza di investitori stranieri, favorita anche dalle procedure di acquisto relativamente semplici anche quando si acquista "sulla carta". Basti pensare che il numero di voli su Podgorica dal Regno Unito e dalla Russia si è intensificato in maniera esponenziale negli ultimi 2 anni, a testimoniare la crescente "voglia di Montenegro" di un'utenza così diversificata e diversa, che vede evidentemente appagate le proprie aspettative in questo piccolo angolo dei Balcani.
E gli italiani?
Come sempre stanno a guardare, penalizzati da collegamenti aerei deficitari e dalla loro scarsa propensione cronica all'investimento "lontano da casa". Intanto i prezzi salgono ed il mercato immobiliare montenegrino ben presto non si potrà più definire emergente.

Non è dunque un caso se il Montenegro è una delle destinazioni turistiche in più rapido sviluppo a livello mondiale, stando ai dati del World Travel & Tourism Council (WTTC).
In una fase di incertezza sui mercati finanziari e di rallentamento dei mercati immobiliari diventa quanto mai essenziale per l'investitore oculato analizzare tutti quei fattori che possono rendere più o meno sicuro lo stanziamento dei sudati risparmi in una località anziché nell'altra.
Non di rado nell'ambito della professione che svolgo mi è stata rivolta la domanda: "dove mi consiglia di investire i miei risparmi?". Allora, considerando il fatto che sono ancora molteplici i mercati immobiliari che nel breve-medio termine (3-5 anni) permettono di auspicare un riscontro promettente, preferisco esporre dati concreti anziché esprimere un giudizio personale. Ciò significa che, caso per caso, il risparmiatore valuterà in prima persona se la meta ed il mercato in questione possono rivelarsi la soluzione a lui confacente.
Ad oggi il numero di afflussi turistici in Montenegro cresce in media del 17% ogni anno, il che ha permesso al paese di rientrare nelle prime 10 destinazioni al mondo prescelte per trascorrervi le vacanze. Non a caso già più di 80 tour operator da 15 paesi diversi includono la meta-Montenegro nel portafoglio delle loro proposte turistiche. Entro il 2014 ci si attende che diventi la meta turistica in più rapido sviluppo al mondo.
Il governo ha pianificato una strategia di sviluppo coordinato mirata alla valorizzazione non solo delle fasce costiere (oramai già diventate appannaggio esclusivo di investitori russi, britannici e irlandesi), ove si punterà su un turismo balneare d'alta fascia, ma anche sulle regioni montane dell'entroterra per favorire un turismo sportivo o ricreativo legato all'alpinismo e agli stabilimenti termali. A riprova di ciò nel 2001 è stato redatto il Protocollo del Turismo che ha messo già in preventivo una agenda di interventi valida fino al 2020, comprendente nuove marine turistiche, campi da golf e complessi alberghieri. Per supportare ulteriormente l'industria turistica, il governo ha promosso una serie di iniziative legislative incentivanti per l'afflusso di fondi dall'estero, tra cui lo status di zona di libero commercio per taluni investimenti, nonché il rimpatrio dei profitti ed il mantenimento di procedure molto semplici e snelle per la costituzione di società (oltre al fatto che l'imposta sui redditi delle società registra l'aliquota - ad oggi - più bassa d'Europa, il 9%).
La stabilità economica ed il clima politico favorevole venutisi a creare con l'indipendenza del paese hanno già indotto una grande affluenza di investitori stranieri, favorita anche dalle procedure di acquisto relativamente semplici anche quando si acquista "sulla carta". Basti pensare che il numero di voli su Podgorica dal Regno Unito e dalla Russia si è intensificato in maniera esponenziale negli ultimi 2 anni, a testimoniare la crescente "voglia di Montenegro" di un'utenza così diversificata e diversa, che vede evidentemente appagate le proprie aspettative in questo piccolo angolo dei Balcani.
E gli italiani?
Come sempre stanno a guardare, penalizzati da collegamenti aerei deficitari e dalla loro scarsa propensione cronica all'investimento "lontano da casa". Intanto i prezzi salgono ed il mercato immobiliare montenegrino ben presto non si potrà più definire emergente.
Alessandro Alessio
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