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Il reumatismo articolare acuto

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è diffusa l'abitudine a definire reumatismo ogni disturbo diffuso ad articolazioni, tendini, muscoli, ossa, in ragione della caratteristica ad essere migrante, a causare un "flusso" doloroso come letteralmente significa. Le malattie reumatologiche sono tuttavia numerose e interessano molte branche mediche: infatti, sono colpiti e interessati vari organi e tessuti da queste forme infiammatorie diffuse. Il reumatismo articolare acuto o febbre reumatica è una forma infiammatoria che insorge come rara complicazione di una infezione acuta alle alte vie respiratorie (faringe) e interessa in particolare articolazioni, cuore e sistema nervoso. Per saperne di più abbiamo sentito la dottoressa Pia Morassi, reumatologa alla Terza Medica dell'ospedale di Cattinara di Trieste.

 

Quanto è diffusa questa malattia infiammatoria e chi colpisce prevalentemente?

"è una malattia infiammatoria che può insorgere due/quattro settimane dopo una faringite provocata da streptococchi beta (emolitici di gruppo A). Si era già in passato dimostrato che circa il 3% di faringiti streptococciche si complicavano in un reumatismo articolare acuto (RAA) e questo in dipendenza di fattori legati al tipo di streptococco, alla predisposizione del paziente, e di fattori ambientali. Colpisce soprattutto i bambini o i giovani adulti, con un picco d'incidenza tra i 5 e i 19 anni. Può colpire, anche se raramente, tutte le età. La sua incidenza si è molto ridotta negli ultimi 50 anni nei Paesi in cui le condizioni socio-economiche sono migliorate anche per l'uso diffuso, talora indiscriminato, di terapie antibiotiche per le infezioni delle prime vie aeree dei bambini. Attualmente si stima che il RAA colpisca 2-5 persone su 100.000 nei paesi più civilizzati. La malattia si può definire rara, ma per questo può essere più difficile da diagnosticare. La sua epidemiologia sembra essere cambiata e si segnalano gruppi di casi riemergenti in vari Paesi del mondo. Non è quindi una malattia eradicata. L'eziologia è sicuramente legata a particolari tipi di streptococchi, ma i meccanismi con cui la malattia si manifesta non sono ancora del tutto chiariti".

 

Come si manifesta e quali sono i sintomi?

"I sintomi caratteristici sono una febbre persistente e dolori articolari molto intensi, migranti e associati spesso a gonfiore, calore e rossore delle grosse articolazioni, che vengono colpite in modo asimmetrico. La localizzazione e l'interessamento cardiaco possono essere contemporanei all'artrite ma a volte sono evidenziati più tardivamente dal medico per una serie di sintomi come astenia, dispnea, palpitazioni, dolori toracici e soffi cardiaci. L'interessamento del sistema nervoso si può talora manifestare più tardivamente dell'artrite con le tipiche manifestazioni neurologiche della corea, caratterizzate da movimenti involontari e incessanti degli arti e del volto".

 

L'artrite che si manifesta si risolve?

"Le manifestazioni articolari e quelle neurologiche regrediscono e non lasciano conseguenze".

 

Quali sono le possibili complicanze più serie?

"Sono invece temibili le conseguenze cardiache del RAA. Nella medicina popolare si dice che il RAA "lecca" le articolazioni ma "morde" il cuore. In particolare sono colpite, prima dal processo infiammatorio e poi da quello cicatriziale e distruttivo, le valvole cardiache, specialmente la valvola mitralica, con gravi conseguenze emodinamiche che ora fortunatamente i cardiochirurghi sono in grado di correggere in modo efficace".

 

La malattia è dovuta ad una forma di autoaggressione immunitaria. Qual è il meccanismo?

"Il RAA viene considerato il prototipo delle malattie autoimmuni post-infettive: s'instaura per una risposta immunitaria, di tipo umorale e cellulare, allo streptococco con una forma di reazione crociata verso varie componenti tissutali umane che ne vengono danneggiate. Non si è mai dimostrato un danno diretto sui tessuti di "tossine" prodotte dallo streptococco. In passato non si isolava lo streptococco dalle articolazioni colpite o dalle lesioni cardiache persistenti del RAA; attualmente con le moderne tecnologie si è dimostrata la presenza di Dna streptococcico nelle valvole asportate dal cardiochirurgo a seguito di diagnosi di cardite grave".

 

La diagnosi di RAA su quali criteri ed esami di laboratori si basa?

"La diagnosi si basa su dati clinici e su dati di laboratorio, tra i quali è importante l'elevato titolo di antistreptolisine (TAS), come elevate risultano anche la VES e la Proteina C-reattiva (PCR). Può esserci aumento dei globuli bianchi e lieve anemia. Non sempre al momento della diagnosi viene riscontrata la positività per lo streptococco al tampone faringeo. L'interessamento cardiaco va valutato con elettrocardiogrammi ed ecocardiogrammi anche ripetuti nel tempo".

 

Qual è la possibile terapia?

"La terapia del reumatismo articolare acuto deve mirare ad eradicare lo streptococco, a curare i sintomi con salicicati (ad alte dosi e per lungo tempo), a cercare di limitare il danno cardiaco con cortisonici a dosi medio-alte (anche se la loro efficacia a lungo termine non è dimostrata con certezza). Si devono poi curare chirurgicamente le sequele cardiache con sostituzione valvolare. Dopo un attacco di RAA va instaurata una profilassi secondaria con penicillina, con dosaggi e durata che dipendono dal soggetto e dai fattori di rischio ambientale".

Ignazia Zanzi

 

 

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