L’analisi del sangue è un esame semplice, veloce e indolore: può fornire molte informazioni (sono inclusi molti parametri e dati) utili per conoscere lo stato di salute di una persona, l’individuazione delle malattie, confermare diagnosi, monitorare l’efficacia di una terapia o l’andamento nel tempo di una patologia.
I valori “normali” possono anche variare a seconda del laboratorio che esegue le indagini e hanno comunque dei limiti. I valori “alterati” non devono necessariamente allarmare e portare mai ad autodiagnosi, ma vanno interpretati dal medico e considerati complementari alla storia familiare, all’anamnesi personale e stile di vita, alla visita clinica o esame obiettivo. Questo solo il medico curante può farlo, conoscendo il paziente, sapendo quando prescrivere gli esami davvero utili e decidere se farli ripetere.
In quest’ottica va considerato il cosiddetto check-up, termine inglese che indica una serie di indagini cliniche eseguite in soggetti per lo più sani ma anche con sintomi di malattia. Queste analisi non sono da effettuare e pretese “a tappeto” ma secondo una logica che tiene in considerazione la storia clinica del paziente, la familiarità di certe patologie, ed ancora età, sesso, stile di vita e abitudini. Lo scopo è quello di identificare organi e sistemi che possono essere interessati con maggiore probabilità da disfunzioni. Questi accertamenti di base comprendono di solito una visita, esami del sangue e delle urine, ed eventuali radiografie.
L’emocromo è l’esame basilare per la valutazione del quadro ematologico e fornisce dettagliate informazioni su tre tipi di elementi cellulari: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Con l’esame emocromocitometrico si valutano le caratteristiche delle componenti del sangue (emoglobina, ematocrito, MCH, MCHC, MCV).
I.Z.


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