Casa-albergo: liberi di scegliere come vivere

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Situata nel centro della città di Trieste, la casa-albergo Opera Maria Basiliadis è un luogo ideale per trascorrere una vecchiaia serena e dignitosa in un ambiente familiare che assicura un buono standard di vita. È un ambiente confortevole in cui nulla è lasciato al caso: dalle camere degli ospiti al luogo adibito ai pasti, alla cucina, tutto è diligentemente curato e studiato nei dettagli, per garantire un tenore di vita che favorisca calore e benessere.

 

Questa struttura, che agli occhi del visitatore appare un’oasi di tranquillità, al suo interno offre tutti i confort di cui può necessitare un ospite che sceglie di trascorrere qui il suo tempo. “La decisione di trasferirsi alla casa-albergo Opera Maria Basiliadis – conferma la signora Lidia Tracanzan, direttrice della struttura – è molte volte una scelta della stessa persona anziana che non vuole pesare in alcun modo sulla propria famiglia”.

 

Gli ospiti sono tutti autosufficienti e ciò che colpisce è la loro acutezza e disponibilità a partecipare alle conversazioni con gli altri ospiti, con i quali il più delle volte hanno dei rapporti di amicizia e trascorrono il loro tempo anche fuori dalla casa-albergo. “Sono persone – racconta la direttrice – che vogliono trascorrere la loro vita in un ambiente sereno, pulito, organizzato in modo diverso dalla classica casa di riposo. Qui ogni persona non è considerata un peso da depositaaltre, ma un essere umano con i suoi bisogni, le sue esperienze e la sua storia passata”.

 

Le camere possono essere prese già ammobiliate o possono anche essere arredate dagli ospiti stessi che provvedono a portare il loro arredo, affinché sia possibile conservare ciò che fa parte del loro passato e che molte volte è un ricordo dal grande valore affettivo. “Mantenere il vecchio mobilio – sostiene Lidia Tracanzan – significa non spezzare i legami con il passato e conservare i ricordi, che specialmente nell’età avanzata sono importanti per mantenere vivo il proprio vissuto e non dimenticare i momenti belli. Solitamente preferisco che un ospite porti con sé le proprie cose proprio perché sono convinta che questo sia un modo per non eliminare qualcosa che può ricoprire un ruolo affettivo importante nella sua vita”.

 

La direttrice Lidia Tracanzan, ex infermiera professionale, ci racconta poi che il primo contatto con la casa-albergo è avvenuto diversi anni or sono, quasi per caso: “In seguito alla ricerca di un luogo dove alloggiare una mia parente, trovai una stanza libera in questa struttura, di cui ero venuta fortuitamente a conoscenza, che poi l’ha ospitata per undici anni”. “Tramite la zia che assistevo – aggiunge – iniziai a fare alcune ore di volontariato, e man mano che il tempo passava l’allora direttrice mi lasciava sempre più autonomia, permettendomi anche di sostituirla durante i suoi periodi di assenza. Quando poi andò in pensione, mi chiesero se volevo gestire la struttura, ed io accettai con molto entusiasmo”.

 

“Vorrei sottolineare che questa casa-albergo – evidenzia ancora con orgoglio l’attuale direttrice – non è la solita casa di riposo. Qui gli ospiti hanno le chiavi del portone e della loro stanza e possono andare e venire come meglio credono, ritornando anche solo per i pasti. È un luogo dove trascorrere il proprio tempo in compagnia, in un ambiente pulito, allegro e senza essere privati della propria autonomia e indipendenza”.

 

Durante la notte, inoltre, c’è sempre una persona che veglia sugli ospiti e periodicamente controlla che tutto sia in ordine. La stessa direttrice si rende reperibile se le cose dovessero diventare difficili da gestire. La casa-albergo non è provvista di medico poiché ogni ospite al suo ingresso nella struttura continua a mantenere quello che aveva in passato, fattore questo che dà molta sicurezza alla persona anziana.

 

Numerose sono le attività organizzate dalla casa-albergo per intrattenere gli ospiti, come ad esempio i concerti che si tengono una o due volte alla settimana; ci sono poi la lettura del rosario, le messe della domenica e le feste per celebrare le festività, a cui è possibile anche invitare un parente o chi si desidera. “Gli ospiti – ricorda in conclusione Lidia Tracanzan – organizzano liberamente le loro domeniche, magari recandosi nei caffè della città per trascorrere un pomeriggio di relax in compagnia e fare quattro chiacchiere”.

Paolo Baldassi

 

 

In collaborazione con Help!