Colpisce una persona su 25.000 e si stima che ogni anno 15.000 nuovi casi vengano diagnosticati. Esordisce con un dolore improvviso del volto, che coglie in maniera esplosiva ed inaspettata, avvertito con algie classicamente descritte “a scarica elettrica”. Nel II secolo a.C. Arateo di Cappadocia, un anatomista contemporaneo di Galeno, descrisse per la prima volta questa patologia come causa di un dolore che provoca spasmo e distorsione del viso. Jujani, un medico arabo dell’XI secolo d.C. citò un dolore facciale che provoca nel paziente spasmo ed ansietà. Ma la prima e più completa descrizione della patologia venne riferita nel 1773 quando J. Fothergill presentò una pubblicazione alla Medical Society di Londra ove descrisse tutte le caratteristiche della sintomatologia comprendendo i parossismi di dolore intenso unilaterale, evocati per lo più dall’ingoiare, dallo sbadigliare e dallo sfiorarsi il viso. Successivamente si sono succedute solamente sporadiche segnalazioni letterarie di quella che ormai era considerata una patologia ben consolidata.
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