Un'artroprotesi dannosa

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Un intervento al ginocchio, anziché migliorare, ha peggiorato la situazione dell’assistito. 
Abbiamo esaminato la documentazione fattaci pervenire allo scopo di verificare un possibile nesso di causalità tra l’operato sanitario e la sintomatologia accusata dall’assistito dopo essere stato sottoposto ad un intervento di artroscopia al ginocchio destro.

- Nel 2002 il sig. C iniziò ad accusare uno sporadico dolore al ginocchio destro, quindi decise di sottoporsi ad un controllo e a radiografie.
- Il 9/12/2002 l’assistito si sottopose ad una visita ortopedica presso il policlinico Alfa, ove gli venne consigliato un intervento in artroscopia al ginocchio destro.
- Il 23/1/2003 il sig. C venne sottoposto al previsto intervento di artroscopia a scopo esplorativo e venne dimesso lo stesso giorno con la prescrizione di intervento protesico.
- Il 27/1/2003 l’assistito venne ricoverato, sempre presso il policlinico Alfa, dove venne eseguito il prescritto intervento di artroprotesi con l’anestesia spinale e gli viene applicata una protesi monocompartimentale mediale Mitus-Link.
- Nella cartella clinica si legge che, dopo l’intervento (rientro in reparto alle 16,45 ma non è riportata l’ora d’ingresso in sala operatoria), al sig. C vennero somministrati diversi farmaci antidolorifici e che, sentito l’anestesista, gli venne somministrata anche la c. Si deduce pertanto che l’assistito stesse soffrendo molto.
- Nei giorni seguenti, sino all’1/2/2007, all’assistito vennero somministrati ulteriori antidolorifici, non sempre con benefici. 
- Venne trasferito al reparto di Riabilitazione neuromotoria, dal quale venne dimesso il 10/2/2003.
- La lettera di dimissioni riporta : “Diagnosi: gonartrosi destra. Intervento: protesi monocompartimentale mediale Mitus-Link. (…) Proseguire la riabilitazione funzionale ambulatoriale presso il nostro centro di Fisokinesiterapia”. 
- L’11/4/2003 il sig. C venne ricoverato in day hospital presso il centro Beta per la riabilitazione con diagnosi di “Esiti di artroprotesi monocompartimentale mediale del ginocchio destro”
- Nella lettera di dimissioni, di data 9/5/2003, si legge: “Il paziente è giunto in DH a 8 settimane da intervento di artroprotesi monocompartimentale del ginocchio destro, in grado di deambulare autonomamente, concedendo carico completo sull’arto operato. Riferiva difficoltà nello svolgimento di alcune attività di vita quotidiana, con dolore alla mobilizzazione attiva ed al carico del ginocchio destro. Alla prima valutazione il ginocchio destro appariva ancora lievemente edematoso, caldo, dolente nei massimi gradi possibili di estensione e flessione. L’articolarità era limitata in estensione per 10°, la flessione era possibile fino ad 80°. Il ginocchio destro era stabilmente atteggiato in valgismo. Durante il ricovero il paziente è stato sottoposto ad esercizi rieducativi mirati al recupero articolare, al potenziamento della muscolatura estensoria del ginocchio ed alla correzione dell’atteggiamento valgo. Sin dall’ingresso nel tentativo di ridurre la sintomatologia algica, è stato consigliato l’uso di canadesi e l’adozione di un tutore. Alla dimissione il soggetto presenta dolore alla mobilizzazione attiva e passiva del ginocchio. Quadricipite ipotrofico ed ipostenico (Fm3+); -5; flessione 110°. Persiste l’atteggiamento in valgo del ginocchio, non suscettibile di correzione sotto il profilo fisiatrico.
E’ stato consigliato al paziente di contattare il Chirurgo di fiducia allo scopo di rivalutare gli esiti dell’intervento, che appaiono al momento stabilizzati e non suscettibili di significative modificazioni, mediante trattamenti conservativi, terapia in corso FANS al bisogno.
Si consiglia di proseguire la cinesiterapia con esercizi isometrici di potenziamento del quadricipite a destra; di mantenimento dell’articolarità del ginocchio; deambulazione ancora con ausili, per evitare il sovraccarico funzionale a destra, fino a parere Ortopedico.” 
- Il 23/5/2003 l’assistito eseguì una Scintigrafia ossea “Tre fasi”, il cui esito (Cfr. referto) fu: “Aumentata attività osteoblastica, accompagnata da componente flogistica-iperemica nelle fasi precoci, in sede periprotesica del ginocchio destro: il reperto è di difficile valutazione in quanto un’aumentata attività osteoplastica è fisiologica ad un recente intervento chirurgico; si consiglia pertanto la ripetizione dell’esame a maggior distanza di tempo e un’eventuale studio con globuli bianchi marcati nel sospetto clinico di infezione protesica.”
- Il giorno 4/6/2003 il sig. C venne ricoverato per un nuovo intervento in artroscopia (diagnosi di Gonalgia al ginocchio destro) presso il Centro ortopedico Gamma, intervento eseguito il 5/6/2003.
- L’assistito venne dimesso il 6/6/2003.
- Ad oggi l’assistito lamenta che i problemi accusati dopo l’intervento siano rimasti inalterati se non peggiorati, in quanto il ginocchio “Fa sempre più male e l’articolazione sembra bloccata, ho difficoltà nel salire e scendere le scale, nel piegarmi e a letto non posso stare in posizione supina in quanto basta il peso delle lenzuola sul piede per provocare dei crampi, inoltre dormendo su di un fianco, ho necessità di mettere un cuscino tra le ginocchia.”

- In data 8/2/2007, Tu.Di.Ma. richiese telefonicamente al sig. C di volersi sottoporre ai seguenti esami:
1) Scintigrafia Trifasica per sospetta mobilitazione della protesi monocompartimentale del ginocchio destro;
2) Pacth test per materiali protesici : Titanio, Bicromato di Potassio, Solfato di Cobalto, Solfato di Nichelio.
- Il referto della Scintigrafia ossea, pervenutaci in data 1/3/2007, così si esprime: “La sequenza angio-scintgrafica dimostra la simmetrica ripartizione del bolo radioattivo iniettato per via endovenosa nei vasi arteriosi degli arti inferiori; regolare e simmetrica la ripartizione della radioattività negli arti inferiori anche in fase capillare e di ritorno venoso.”
“La scintigrafia statica di Blood-pool dimostra relativa ipoattività a livello del ginocchio destro, sede di artroprotesi.”
“La scintigrafia ossea tardiva ha dimostrato un focolaio di lieve iperattività a carico della porzione mediale dell’epifisi prossimale della tibia destra interpretabile come reazione ossea al mezzo protesico. Anche a carico del ginocchio sinistro si rilevano soprattutto sul versante mediale focolai di lieve iperattività compatibili in prima ipotesi con oste-atrite. Collateralmente si segnalano focolai di lieve iperattività a carico dell’arco ventrale della seconda-quarta costa di destra (microfratture?); si consiglia di completare le indagini con radiogrammi mirati dell’emitorace destro. Il focolaio di lieve iperattività osservabile in sede obitarla bilaterale è fisiologico.”
- In data 19/4/2007 ci pervenne, infine, un fax con i Patch test eseguiti dall’assistito il 23/3/2007, i cui risultati sono negativi.

Dall’analisi delle cartelle cliniche e dalla visione degli esami strumentali prodotti la Commissione medica di Tu.Di.Ma. ha potuto evincere quanto segue:
1. in preesistenza di gonalgia è verosimile che il sintomo sia imputabile al posizionamento dell’impianto nella sua componente femorale, non tanto per l’obliquità in senso medio laterale, quanto per la sua eccessiva lateralizzazione.

In base ai dati e ai documenti pervenutici abbiamo ritenuto di potere esprimere un parere favorevole alla prosecuzione dell’iter risarcitorio, in quanto sono emersi plurimi dubbi sulla corretta gestione della evenienza da parte della struttura sanitaria.
Abbiamo pertanto ritenuto che il danno dal sig. C patito nell’occorso dovesse essere valutato in sede medico-legale.