Un'ascesa rapidissima. E poi la caduta. E' la carriera della giornalista Olga Lumia, originaria di Agrigento ma residente a Roma, per la testata agrigentoweb.it. La collaborazione della Lumia, inizia poche settimane fa con un accordo simbolico: un articolo ogni 10 giorni. Alcuni giorni fa, la trentanovenne siciliana, a una settimana dalla pubblicazione del primo pezzo viene nominata vicedirettrice della testata.
A comunicalo.it dichiara di essere rimasta lusingata dalla cosa, ma anche infastidita, perché - dice lei - l'ha scoperto semplicemente connettendosi al sito "come tutti gli altri". Su questo punto, a onor di cronaca, bisogna registrare le parole del direttore della testata, Lelio Castaldo, che invece, sempre a comunicalo.it aveva fatto riferimento a diverse telefonate tra i due prima dell'ufficializzazione della "promozione", sottolineando anzi il grande onore e la felicità della Lumia che impaziente attendeva la pubblicazione del suo nome a fianco alla casella di vicedirettore. Ma il punto, dato atto che entrambe le versioni sono attendibili, è ben diverso.
La Lumia, alcuni giorni fa, aveva pubblicato sulla sua bacheca Facebook un link ad un vecchio articolo di Repubblica del 2002 intitolato: Il bacio pericoloso di Alfano. Un pezzo conosciutissimo su un evento ancora più conosciuto: il bacio dell'attuale Ministro della Giustizia Angelino Alfano al boss mafioso Croce Napoli nel 1996. Alfano, che aveva più volte affermato di non aver mai conosciuto il capomafia né di essere stato al matrimonio della figlia, è stato successivamente smentito da una videocassetta. Anche Sconfini ne aveva parlato in occasione dell'intervista esclusiva a Sonia Alfano.
“Sono stata ampiamente rimproverata da quelli di Agrigentoweb per quello che avevo pubblicato – si sfoga Olga Lumia sulla bacheca del gruppo dei giornalisti agrigentini su Facebook -. Nella mia bacheca di Facebook avevo condiviso un link su un vecchio pezzo de La Repubblica, che aveva come oggetto un politico. Ho cercato di spiegare – racconta - che la bacheca di FB è come casa mia: ci posso fare quello che voglio. Ma loro niente, non sentivano ragioni. Ci sono state infatti delle persone che letto il mio link, mi hanno accusato agli editori e direttori di Agrigentoweb gridando allo scandalo. Dopo varie telefonate con la redazione del quotidiano on-line e dopo una mia lettera di scuse (volevo infatti scusarmi per averli messi, mio malgrado a disagio) pensavo che la cosa fosse finita lì. Non era vero. Con un pezzo in prima, firmato dal direttore, sono stata accusata – continua Olga Lumia - di attaccare il premier e i suoi uomini e sono stata volgarmente definita cavallino rampante che fa cri cri. A questo punto, non mi restava altro che fuggire da un simile ambiente. Un ambiente dove non c'è libertà di opinione, pensiero e parola. Dove ti controllano anche per ciò che fai in privato. Mi sono dimessa – conclude - per scappare a gambe levate da una situazione insostenibile”.
Morale della favola: nel contemporaneo giornalismo italiano sembra non esserci spazio per raccontare le verità. Lo spazio parrebbe essere riservato a esercizi di piaggeria e virtuosismi "leccaculistici" ai potenti di turno.
L'avrà capito, finalmente, Olga?

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