I tumori che hanno come concausa fattori ambientali sono in aumento in tutto il mondo e anche il numero dei casi di mesotelioma pleurico, da esposizione all’amianto, segue questa tendenza. “Nonostante i progressi della medicina e la scoperta di nuovi farmaci in grado di aumentare la sopravvivenza per questa patologia, il mesotelioma – conferma Valerio Gennaro, medico epidemiologo presso l’Istituto nazionale di ricerca sul cancro di Genova – risulta in aumento in tutti i Paesi occidentali, inclusa l’Italia. Finora nel nostro Paese si contano in media 700 casi l’anno, ma le stime indicano che supereranno i 2.000 casi l’anno nell’arco del prossimo decennio”. La malattia, infatti, si manifesta circa a 40 anni dal contatto con l’amianto e quindi ci si aspetta nei prossimi lustri un picco di casi e di conseguenza di vittime, soprattutto fra chi ha lavorato in passato in cantieri edili, navali e in altre aree in cui era presente amianto, prima che nel 1992 se ne bloccasse l’utilizzo.
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