La pedopornografia non conosce crisi. E il pacchetto sicurezza agevola questo crimine

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La pedopornografia su Internet non conosce crisi. Procurarsi film hard o immagini pornografiche con bambini come protagonisti è sempre più facile grazie al web: basta una carta di credito e la possibilità di restare anonimi e il (perverso) gioco è fatto. Ogni tipo di gusto può purtroppo essere accontentato grazie ad un'offerta che non pare mai sufficiente alla domanda, proveniente per lo più dai paesi ricchi e industrializzati. Domani, 10 febbraio, è la Giornata Europea per la Sicurezza in Rete ed è l'occasione per il Telefono Arcobaleno di presentare il 13° Rapporto Annuale sulla pedofilia online.

Il 2008 ha fatto segnare, secondo il Rapporto, un numero drammatico di nuovi record:

- Il 2% dei bambini ha meno di un anno!

- L'11% dei bambini ha meno di 3 anni.

- circa il 50% delle vittime del traffico pedofilo mondiale ha meno di 7 anni.

- Il 77,5% ne ha meno di 9.

- La crescita del mercato dal 2003 al 2008 è stata del 149%.

- Ogni giorno, nel 2008, sono state fatte 116 segnalazioni.

- Nell'83% dei casi le segnalazioni portano alla rimozione dei contenuti dal web entro 48 ore, ma purtroppo dal 2009 in Italia, come è possibile leggere in fondo all'articolo, i tempi sono destinati ad allungarsi.

- Ogni anno vengono sfruttati più di 36.000 bambini e 8 nuovi bambini ogni giorno vengono segnalati alle autorità di tutto il mondo.

- Quasi 42.500 i siti a contenuto pedopornografico.

- Germania, Usa, Russia, Giappone, Gran Bretagna, Canada, Italia, Spagna, Polonia, Olanda e Portogallo i paesi più "attivi" nel comporre la domanda del mercato pedopornografico.

In Italia, da sempre impegnata in prima linea per sconfiggere questo squallido e vile business, ha però fatto un autogol in occasione del "pacchetto sicurezza": va ricordato infatti che Telefono Arcobaleno lavora da anni in stretta collaborazione con il Nit (Nucleo Investigativo Telematico) un organismo nato all'interno della Procura della Repubblica di Siracusa, composto da sei ufficiali di polizia giudiziaria appartenenti a Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di finanza e Polizia locale, al comando del maresciallo Domenico Di Somma e coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Toscano. Purtroppo il recente "pacchetto sicurezza" del governo ha di fatto cancellato l'unica prerogativa indispensabile nelle indagini sulla pedofilia online: la rapidità degli interventi.

Il governo infatti ha deciso di dirottare sulle Procure distrettuali antimafia le indagini che seguono ogni segnalazione che proviene dal Nit, con il conseguente rallentamento delle operazioni d'accertamento, di oscuramento dei siti e identificazione dei pedofili.